Il 6 settembre scorso Alternative für Deutschland aveva conseguito una vittoria schiacciante in Sachsen-Anhalt, raggiungendo il 39% dei consensi. Traducendosi con una rappresentanza di 39 seggi al parlamento regionale (Landtag), il risultato non consente ad AfD di raggiungere, da solo, la maggioranza assoluta per governare – rappresentata da 42 seggi su 82. Secondo la regola del “muro tagliafuoco” (Brandmauer), inoltre, gli altri partiti avevano escluso alleanze con l’estrema destra. Tutti tranne uno: il Bündnis Sarah Wagnknecht aveva infatti dichiarato la disponibilità di cooperare con AfD, come è successo martedì mattina. Tuttavia, oltre al BSW, sembra che anche la CDU abbia appoggiato Rausch.
Il Brandmauer è crollato
La mattina del 6 ottobre il nuovo Landtag della Sachsen-Anhalt ha espresso il suo Presidente. Martin Rausch, AfD, ha ottenuto 48 voti su 82. Assieme a lui sono stati votati anche i vice-presidenti Tillschneider (AfD) con 44 voti, e Carsten Borchert (CDU) con 64 voti. Le voci di protesta si sono subito fatte sentire. Durante la prima seduta di martedì, circa 400 persone si sono riunite fuori dal parlamento regionale di Magdeburgo. Fra gli slogan: “no a cooperazioni con l’estrema destra”.
Storicamente, infatti, i partiti tradizionali tedeschi hanno seguito la regola del “cordone sanitario”, o “muro tagliafuoco”, per escludere i partiti estremisti dalle cariche istituzionali più importanti. Ora però, il cordone sanitario non ha retto e per la prima volta un candidato di un partito di estrema destra è arrivato a ricoprire una posizione di tanto rilevante. Fra i compiti di Rausch – che ora detiene la carica più alta all’interno del Parlamento regionale – quello di rappresentare il Landtag, condurre le sedute plenarie, vigilare sul rispetto del regolamento interno. Potrà inoltre rivolgere richiami ai deputati ed escluderli dalle sedute, e si occuperà delle questioni organizzative e del personale, compresa la nomina dei vertici della Corte dei Conti regionale e la composizione delle commissioni.
I calcoli non tornano
Che quella di martedì sia stata quindi una votazione storica, lo ha sottolineato lo stesso Rausch nel suo discorso inaugurale quando, invitando i deputati a cooperare con AfD, ha aggiunto: “i giorni del muro tagliafuoco dovrebbero appartenere al passato”.
La sua nomina era comunque prevista: il BSW, infatti, aveva già annunciato di volerne sostenere l’elezione. Questo partito, inoltre, fondato da Sarah Wagenknecht nel 2024, è anch’esso portatore di alcune istanze considerate estremiste dall’opinione pubblica – pur non essendo ufficialmente definito tale, come il caso di AfD. Così, la questione che si è aperta dopo il voto è piuttosto sui 4 voti giunti “in eccesso” al candidato AfD. BSW a AfD assieme ne avrebbero infatti garantiti solo 44, non 48. Dinamica simile anche per i 44 voti del vicepresidente AfD Tillschneider: il capogruppo della BSW ha infatti dichiarato che il suo partito non lo ha sostenuto, in quanto le sue posizioni sono troppo radicali. L’accaduto solleva quindi forti tensioni nella politica tedesca, e anche a livello federale c’è la richiesta di chiarimenti sulla provenienza dei voti – infatti non nota, data la modalità segreta con cui si è svolta l’elezione.
Le reazioni
In particolare, secondo quanto emerge da Die Zeit, l’appoggio ulteriore a Rausch sarebbe arrivato dalla CDU. A dichiararlo, è stato proprio il neoeletto presidente del Land, che ha inoltre anticipato che lo stesso è stato accordato anche per l’elezione in dicembre di Ulrich Siegmund (AfD) a governatore del Land.
Da parte dei vertici della CDU, l’indicazione ai suoi 14 deputati era stata quella di astenersi. Tuttavia, le astensioni finali sono state solo 5. SPD, la Sinistra e i Verdi, che avevano dichiarato il loro voto contrario, vogliono ora chiarezza sulla dinamica del voto segreto: “non deve esserci alcuna forma di collaborazione, né ufficiale né sottobanco”, si è affermato dall’SPD, mentre i Verdi chiedono una spiegazione “cristallina e inequivocabile”.
Merz, che precedentemente aveva minacciato l’espulsione dal partito per chi avesse votato AfD, ha infine espresso sgomento e disapprovazione: “chi elegge un deputato di un partito di estrema destra a presidente del Landtag deve fare i conti con la propria coscienza”. E mentre ha sottolineato l’impossibilità, in una votazione segreta, di stabilire con esattezza i sostenitori di AfD, condanna il possibile coinvolgimento dei deputati del suo partito. Tale atteggiamento non è infatti compatibile con i valori dei cristianodemocratici: “chi vota per l’AfD distrugge la credibilità della CDU”.
La politica estera
Le prime iniziative di Rausch mostrano come le implicazioni vadano oltre le discussioni sul cordone sanitario. Già nella giornata di mercoledì, AfD ha richiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Landtag. Il tema: Russia, guerra in Ucraina e forniture di gas alla Germania. AfD, con il sostegno del BSW, ha infatti presentato una mozione perché la Germania sospenda immediatamente il sostegno finanziario e militare all’Ucraina, per la revoca immediata delle sanzioni economiche alla Russia e per la normalizzazione delle relazioni economiche tra Germania e Russia.
Il commento di Alice Weidel è arrivato subito: “il gruppo parlamentare dell’AfD porta senza indugio i temi davvero importanti all’ordine del giorno. Il presidente del Landtag Tobias Rausch conferma la seduta straordinaria sulla Russia e sulle forniture di gas. Agiamo fin dal primo giorno nell’interesse dei cittadini!”. A sua volta, dal BSW Thomas Schulze ha dichiarato che già prima delle elezioni il suo partito aveva promesso una mozione per la pace: “ora manteniamo questa promessa elettorale. Magdeburgo manda a Berlino un segnale a favore della pace”. La sua vice, Claudia Wittig ha affermato: “la Germania è il finanziatore n. 1 della guerra”, che però il Pease non può più permettersi, ha aggiunto.
Fra BSW e AfD ci sono inoltre posizioni simili, pur non coincidenti, anche sul riarmo, con il primo partito che si oppone all’incremento delle spese militari, mentre il leader AfD in Sachsen-Anhalt Ulrich Siegmund si era mostrato favorevole al riarmo, ma solo per scopi di sicurezza interna e per la remigrazione di massa. Infine, sia nell’AfD che nel BSW si è segnalata la presenza di politici che intrattengono rapporti con persone e organizzazioni russe.
La seduta straordinaria del Parlamento regionale di Magdeburgo dedicata alla mozione si terrà il 14 ottobre. Tuttavia, questa proposta rimane un segnale politico per esercitare pressioni sul governo: le decisioni fondamentali sulle sanzioni e sugli aiuti tedeschi all’Ucraina non vengono prese a livello regionale, bensì a quello federale o europeo.
E dopo?
Il supporto del BSW finora mostrato ad AfD, tuttavia, non significa automaticamente una cooperazione stabile o il supporto per l’elezione di Siegmund a dicembre – per cui il partito ha infatti già dichiarato la sua astensione. Un governo guidato da AfD, quindi, se si escludono colpi di scena, dovrà essere un governo di minoranza, soggetto di volta in volta al supporto esterno di BSW. Rispetto a tale opzione, però, Siegmund si era già precedentemente mostrato contrario, fino a prospettare la possibilità di nuove elezioni.
Tuttavia, quanto successo con l’elezione di Rausch fa salire le preoccupazioni. E non solo per la situazione in Sachsen-Anhalt. “L’estremismo di destra e di sinistra sta entrando con tutta la sua forza nei nostri parlamenti» ha ammonito Merz commentando l’elezione di Rausch, ma con lo sguardo anche a Berlino. Nella capitale tedesca, infatti, la Sinistra – sotto osservazione dall’intelligence di alcuni Länder per la presenza di orientamenti di estrema sinistra all’interno del partito – ha vinto le elezioni del 20 settembre con il 25,7% dei voti, ed è ora in trattativa con SPD e i Verdi per una coalizione di governo.
Tornando in Sachen-Anhalt, c’è ora da capire se gli ammonimenti di Merz saranno sufficienti ad evitare ripetizioni simili per le elezioni del governatore il 5 dicembre e quali saranno, nel lungo periodo, le ricadute sul governo federale. Le elezioni regionali hanno peggiorato la leadership del cancelliere, già fortemente in crisi, tanto che all’interno del suo stesso partito si è discussa l’ipotesi di un Kanzlertausch– una sostituzione. L’opzione è poi stata accantonata in quanto troppo rischiosa: con AfD primo partito nei sondaggi, la nomina non preceduta da elezioni democratiche un nuovo cancelliere CDU sarebbe considerata illegittima.
Nel frattempo, crescono le tensioni anche con l’alleato di governo. Mentre l’ SPD ha infatti confermato che continuerà a governare con la CDU, le critiche rispetto al riforme intraprese da Merz – che includono l’aumento dell’età pensionabile e tagli all’assistenza sanitaria – crescono. Inoltre, nonostante gli economisti considerino le riforme come essenziali per rilanciare la competitività tedesca, l’austerità che esse impongono crea forte malcontento fra la popolazione, che a sua volta viene sfruttato dai partiti estremisti a loro favore.
A questo si aggiunge la diversa opinione dell’SPD su come contrastare l’estrema destra. Rispetto alla CDU, che già in Turingia aveva cooperato con AfD e che in larga parte predilige combattere gli estremisti sul piano della battaglia politica, piuttosto che con il divieto del partito, i socialdemocratici mostrano infatti posizioni più nette, fra cui anche l’avvio della procedura per il divieto. Mercoledì sera, intanto, il gruppo parlamentare dell’SPD al Bundestag ha marciato a Berlino in protesta per l’esito della votazione di Rausch. Resta ora da vedere cosa succederà a dicembre con il voto del governatore del Land. C’è infatti da chiedersi, qualora si ripeteranno dinamiche analoghe a quanto avvenuto questa settimana, quale sarà il futuro della coalizione di governo.

