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14/07/2022
News, Russia e Spazio Post-sovietico

Il (non) ritorno del conflitto convenzionale e la guerra del futuro. Alcune lezioni ucraine

di Marco Cencio

L’attuale scenario ucraino ha reso meno centrali, per non dire erronee, le teorie strategiche e dottrinali in cui gli scontri di natura cyber, economici, finanziari e tutta la gamma di operazioni other than war fossero da ritenersi come fondamentali mentre quelli diretti fosse da ritenersi come secondari e marginali.

L’attuale scenario ucraino ha reso meno centrali, per non dire erronee, le teorie strategiche e dottrinali in cui gli scontri di natura cyber, economici, finanziari e tutta la gamma di operazioni other than war fossero da ritenersi come fondamentali mentre quelli diretti fosse da ritenersi come secondari e marginali.

Da febbraio 2022, tuttavia, lo scontro simmetrico è tornato di attualità rimarcando come la guerra sia, da sempre, un fenomeno unitario (e trinitario), connaturato alla natura umana e che interessa ogni aspetto della sfera sociale. La guerra di natura convenzionale – i mai tramontati boots on the ground e lo “scontro di volontà” – sembrerebbe quindi essere ancora la componente preponderante, che si dispiega tramite il susseguirsi di fasi operative, partorite dal contesto tattico delle operazioni belliche, inserite in un pensiero strategico ed afferente ad una Grand strategy. Dallo scenario ucraino, pertanto, sembra essere possibile cominciare ad analizzare alcuni aspetti rilevanti e di seguito si proverà a riscoprire alcuni cardini immutabili nella grande storia della guerra.

Primariamente, è possibile parlare di Urban warfare, quale aspetto rilevante nei combattimenti in corso. I centri abitati, infatti, mantengono la loro centralità configurandosi come bastioni difensivi fondamentali da controllare e da espugnare, obbligando gli eserciti ad assedi per i quali, forse, nessun esercito è in realtà strutturato per operare efficacemente. Alla valenza simbolica della città, infatti, si aggiungono diverse difficoltà tattiche ed operative che, con le attuali tecnologie, permettono al difensore di rimanere superiore all’attaccante e logorare il suo sforzo, minandone le capacità di intelligence, ingaggiandoli a distanza e neutralizzando alcune risorse aeree. L’assedio e la conquista di una città richiede un elevato numero di mezzi e uomini, nonché la precisa volontà di scegliere tra due percorsi operativi “sanguinosi”: combattere casa per casa oppure abbattere il maggior numero di edifici (o tutti).

Il secondo cardine riguarda l’importanza della logistica, rilevatasi fondamentale al fine di ridurre il clausewitziano attrito dato dall’avanzare delle operazioni militari e dalla necessità di mantenere operative le proprie forze.  La Russia ha sofferto, nelle prime settimane, a causa di una mancata organizzazione della propria avanzata, esponendo le proprie colonne di rifornimento ad attacchi effettuati da droni ucraini o unità behind enemy lines. Ora, invece, con poche direttrici di avanzata e la concentrazione delle proprie forze, le forze armate russe stanno colpendo le logorate unità ucraine presenti sul fronte est.

In seguito, è possibile rilevare, come terzo elemento, che per condurre una guerra siano ancora oggi necessari la concentrazione della propria potenza di fuoco, una forza d’urto sufficientemente soverchiante sulle postazioni difensive, la concentrazione delle proprie forze e l’importanza di occupare e consolidare le posizioni conquistate. Operazioni di tale natura comportano uno sforzo non indifferente a livello sia logistico (rimarcandone la centralità nella pianificazione e nella strutturazione di qualsiasi Forza Armata) sia di addestramento e di coordinamento, elementi che, prima, sembrerebbero essere mancati agli schieramenti in campo assieme ad una forte centralizzazione della linea di comando. Attualmente gli ucraini sembrano essere ancora alle postazioni difensive più per valenza politica che reale calcolo “pratico” e stanno pertanto patendo molteplici difficoltà e tentativi di accerchiamento, non riuscendo più a tenere il fronte.

Il quarto punto di questa analisi toccherebbe i concetti di “Simmetria” ed “Asimmetria”. Il conflitto infatti ha permesso di rendere evidente numerosi effetti positivi portati dall’integrazione, nel proprio sistema di difesa nazionale, di elementi irregolari integrando così il sistema militare in un più ampio “sistema-paese di Difesa civile-militare” e logorando maggiormente un eventuale avversario. Tale pratica, sommare una componente simmetrica ad una asimmetrica, risulta essere estremamente diffusa, presentando però pregi e difetti. I primi risultano essere sotto la lente di investigazioni di numerosi esperti ed appassionati, evidenziando l’estremo logoramento e rallentamento causato dalle combined arms. I difetti, escludendo la minore deterrenza delle formazioni irregolari, potrebbero però emergere nel post conflict, quando si tenterà di ridurre e/o ritirare gli armamenti consegnati in precedenza.

Infine, un fattore centrale, oramai da diversi anni, riguarda la tecnologia. Il teatro ucraino mostrerebbe, in maniera chiara, come le dotazioni tecniche e gli strumenti dei Paesi Occidentali manterrebbero la superiorità su quelli dei Paesi spesso contrapposti loro (Russia e Cina su tutti) nonché, permette di rimarcare come sia necessario dotarsi di mezzi tecnologicamente avanzati e che questi siano determinanti, anche se più costosi. Investimenti nel settore tecnologico, e nel mantenimento di uno strumento militare moderno, sono necessari al fine essere preparati per prossimi scenari di conflitto. Al medesimo tempo, però, si evidenzia come, dopo una prima fase, il conflitto strutturato come quello attuale, subirebbe un conseguente calo tecnologico dei mezzi e dei sistemi d’arma impiegati. 

Conclusioni

Nonostante la tragicità degli eventi odierni, dagli scontri ancora in corso è possibile analizzare e studiare molteplici elementi di continuità e di rottura con le dottrine militari attualmente adottate. È inoltre possibile cominciare a prevedere come si potrebbe combattere una guerra in uno scenario “occidentale” / “da primo mondo”, anche sull’utilizzo della propaganda e dell’informazione (qui non trattate). Tali insegnamenti e studi saranno utili ai comandanti ed alla leadership militare e politica per poter prendere consapevolmente decisioni, poter pianificare ed operare con alla base un congruo bagaglio di lesson learned metabolizzate ed interiorizzate.

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