Durante la convention repubblicana in corso a Milwuakee, in Wisconsin, Donald Trump ha annunciato chi sarà nel ticket come eventuale Vice-presidente: James David Vance, Senatore dell’Ohio. Primo millenial ad essere nominato in un ticket presidenziale, Vance ha una storia politica breve ma controversa: dal “Never Trump” alla possibilità di essere il suo successore politico e ideologico.
Nome e cognome: James David Vance (nato Bowman)
Nazionalità: statunitense
Luogo e data di nascita: 2 agosto 1984, Middletown, Ohio, Stati Uniti di America
Ruolo: Senatore dell’Ohio, scrittore, venture capitalist
Senatore dell’Ohio dal 2022, James David Vance, conosciuto come J.D. Vance, è uno scrittore, politico e venture capitalist, nominato come vicepresidente di Donald Trump in caso di sua vittoria alle presidenziali del 2024. La sua ascesa al potere è stata fulminante, avvenuta in appena 8 anni.
Nato in una famiglia di umili origini, J.D. Vance trascorre la sua infanzia tra il Kentucky e l’Ohio con i nonni materni in quanto sua madre soffriva di tossicodipendenza e suo padre lo abbandonò in tenera età. Finito il liceo, decide di arruolarsi nel Corpo dei Marines partendo per l’Iraq. Successivamente si è laureato in scienze politiche presso l’Ohio State University, e nel 2010 si è iscritto alla facoltà di giurisprudenza di Yale, una delle università più prestigiose negli USA.
Nell’estate del 2016 pubblica il suo bestseller Hillbilly Elegy, un libro autobiografico che oltre a raccontare la sua storia familiare, mette in luce la profonda crisi che colpì l’America dei blue collars, spiegando i motivi per cui la classe operaia bianca statunitense supporti il Partito Repubblicano a discapito di quello democratico.
Repubblicano dalle idee più moderate rispetto a Trump, Vance durante il 2016 critica soventemente il futuro Presidente per le sue affermazioni e idee in campo politico, tanto da definirsi una persona che non avrebbe mai sostenuto il tycoon, da lui definito come “un idiota”, e arrivando addirittura a paragonarlo ad una “forma culturale di eroina”, un demagogo che avrebbe portato la classe operaia bianca alla rovina e una figura “riprovevole” viste le posizioni sulle fasce più deboli della società (migranti, mussulmani etc).
La svolta politica
Da critico di Trump a suo potenziale successore ideologico. La parabola politica di Vance è la storia di una persona ambiziosa e pronta a tutto. Fin dai tempi di Hillbilly Elegy si definiva un conservatore, ma nell’era Trump scalare i ranghi del Partito Repubblicano è diventato sempre più complicato per i suoi critici.
Questo, Vance, lo ha capito presto. Già nel 2020, ha sostenuto il tycoon per la corsa al secondo mandato alla Casa Bianca. Candidato, poi, alle elezioni midterm del 2022, per la posizione di Senatore dell’Ohio, Vance ha fatto marcia indietro totale, sposando i temi e la retorica trumpiana. Dall’immigrazione all’ambiente, dai diritti civili all’impostazione isolazionista nel commercio e per la politica estera, fino ad abbracciare l’idea dei brogli alle elezioni presidenziali del 2020.

Un cambio di rotta premiato da Trump, che lo ha sostenuto in maniera decisiva alle elezioni con cui Vance è effettivamente diventato Senatore. Da allora, non si è più fermato, diventando un fedelissimo di Trump, nonostante le varie accuse di ipocrisia.
Al Senato, ha fatto parte del gruppo di repubblicani più intransigenti sugli aiuti all’Ucraina (i cossiddetti MAGA), cercando di boicottare il pacchetto di aiuti da 61 miliardi, poi approvato a fine aprile. In generale, come detto, Vance si è allineato alla narrativa di Trump su praticamente tutti i dossier della politica americana. Ma non finisce qui: anche rispetto ai processi che hanno coinvolto il tycoon, Vance si è messo in mostra dichiarando che la condanna di Trump di fine maggio è frutto di giudici corrotti e di parte. Una mossa che ha dato voce al tycoon, impossibilitato a comunicare pubblicamente da un ordine dei giudici. Persino sull’attentato a Trump, avvenuto sabato 13 luglio a Butler, in Pennsylvania, il Senatore dell’Ohio ha twittato lasciando intendere un legame di causalità tra la campagna elettorale dei Dem e l’attentato a Trump.
Nonostante abbia poca esperienza amministrativa, Vance ha superato la concorrenza di diversi altri esponenti di spicco del Partito Repubblicano, risultato il primo millennial scelto in un ticket presidenziale. Appare, quindi, determinante la fedeltà a Trump per la sua nomina.
Da osservare quanto potrà effettivamente aggiungere alla campagna elettorale; a suo sfavore gioca proprio la fedeltà alla retorica trumpiana: difficile che possa recuperare voti tra gli indipendenti o i repubblicani delusi dalla polarizzazione che caratterizza la politica di Trump. A suo favore, invece, proprio l’età: in una campagna elettorale in cui entrambi i candidati hanno un’età considerevole, Vance offre una prospettiva futura. E si candida, con decisione, ad essere l’erede politico e ideologico di Trump e del mondo MAGA.

