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28 maggio – 1° giugno: qualcuno aveva intercettato il Ministro Zarif. Quali conseguenze al giorno d’oggi?

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Il 25 aprile scorso, la pubblicazione di un audio di circa 3 ore (estratte da un totale di 7) relativo ad un colloquio avvenuto nel passato fra il Ministro degli Esteri Iraniano Zarif ed un economista persiano ha sollevato proteste, incredulità, scandalo.  Tuttavia, gli interrogativi che nascono dalla notizia superano lo scandalo per quantità e per “qualità”. L’audio riporta dichiarazioni di Zarif riguardo una conversazione avvenuta in data sconosciuta (forse nel 2013) con l’allora Segretario di Stato statunitense Kerry, il quale gli avrebbe comunicato che gli attacchi condotti da Israele contro assetti della Repubblica Islamica dell’Iran sommassero a “più di 200”, suscitando in Zarif una “viva costernazione”.

Il contenuto della registrazione grava sulla critica che Zarif faceva dell’invadenza dei Guardiani nelle questioni di politica estera, criticando l’intervento militare iraniano in Siria come voluto da loro ed in massima parte dovuto a desiderata russi, e criticando fortemente anche l’allora Comandante della Brigata Qods (Forze di proiezione dei Guardiani) Gen. Soleimani. Geopolitica.info aveva già sottolineato come quella dei Guardiani nel quadrante della Mezzaluna Fertile fosse una presenza anche diplomatica, di rappresentanza dello Stato persiano, utile ad una più immediata trasmissione della volontà della Guida, bypassando un Ministero degli Esteri guidato da Zarif più incline a rappresentare posizioni moderate e di apertura nei confronti di quella Comunità internazionale con la quale poi l’accordo sarebbe stato firmato (ma mai totalmente implementato).

Insomma, la presenza attiva (tanto militare quanto politico-diplomatica) dei Guardiani in Siria viene esplicitamente denunciata da Zarif come inopportuna ed in definitiva contraria alla sua posizione di Ministro degli Affari Esteri. La “costernazione” sull’effettivo numero degli attacchi svolti dagli israeliani dimostra inoltre come, nel conflitto siriano, il Ministero stesso fosse mantenuto in uno stato di menomazione informativa grave.

Viene da chiedersi quali siano le ragioni per le quali l’audio sia stato diffuso dopo tanto tempo, e giusto prima dell’inizio dei nuovi rounds negoziali “sul nucleare”. Dimostrare l’inconsapevolezza del Ministro Zarif in merito ai fatti siriani? Attaccare la nuova policy americana di “maggiore apertura” verso l’Iran?

Sebbene la diffusione della registrazione abbia in effetti suscitato un moto di protesta da parte di alcuni Repubblicani, dei quali alcuni hanno chiesto le dimissioni di Kerry da inviato speciale per il clima, è evidente che il punto non sia questo e come la richiesta di dimissioni paia piuttosto pretestuosa.

Chi ha diffuso la registrazione forse intendeva danneggiare la figura di Zarif, dimostrando il suo scarso peso ed il suo non essere effettivo rappresentante del vero potere che siede a Teheran, come suggerito da Sina Azodi, riportato da Farnaz Fassihi sul New York Times del 25 aprile? La finalità era quindi quella di dimostrare come negoziare con l’Iran sia inutile, dato che le politiche effettive del Paese rimangono comunque autoreferenziali? O forse intendeva raggiungere l’obiettivo opposto? Sebbene la registrazione certamente renda pubblica una scomoda situazione di imbarazzo e di esclusione del Ministro Zarif, questa allo stesso tempo dimostra le differenze esistenti fra il momento in cui l’incontro è avvenuto (di preparazione o di stesura del cosiddetto “accordo sul nucleare”) e l’attualità, e certamente chiarifica alcuni elementi di contesto della politica iraniana di non poca importanza.

Chi viene danneggiato dalla pubblicazione della registrazione?

Zarif potrebbe in realtà essere stato colpito in modo assolutamente marginale. Infatti questi viene dimostrato essere vittima incolpevole di un contesto a lui ostile, che lo aveva anche portato a rassegnare le dimissioni, poi respinte (si veda l’articolo di Lorenzo Zacchi: Si dimette il ministro degli esteri iraniano Zarif: gli scenari – Geopolitica.infoGeopolitica.info), in un contesto di sforzi continui e sinceri per addivenire ad un accordo.

Chi sembra essere maggiormente danneggiato?

Potrebbe essere stato danneggiato proprio l’establishment vicino alla Guida, che risulta essere l’elemento di inciampo al riavvicinamento della Repubblica islamica alla Comunità internazionale e viene anche accusato di aver voluto negare l’abbattimento dell’aereo delle linee aeree ucraine. Segue immediatamente la Russia, che risulta essere altro elemento ostile alla conclusione dell’accordo sul nucleare. uQuesto indipendentemente da quale fosse il vero obiettivo della pubblicazione dell’audio.

La registrazione è stata pubblicata da Iran International, un network in lingua persiana basato a Londra, posseduto da Volant Media UK la quale a sua volta è diretta da un cittadino saudita. Si tratta di un canale molto simile ad altre emittenti, quali Radio Farda o Manoto, fondamentalmente ostile al regime e vicina alle posizioni di alcuni membri della deposta Famiglia imperiale o di gruppi quali i Mujaheddin del Popolo. La registrazione è poi stata commentata e diffusa anche dal New York Times (lo stesso dell’articolo di Fassihi). E’ possibile ipotizzare che la pubblicazione, indipendentemente dai risultati che chi la ha effettuata si prospettasse, si materializzi in realtà in un assist per un Governo Rouhani molto vicino alla sua fine, permettendogli di raccogliere consenso attorno ai moderati prima delle elezioni di Giugno (cosa comunque di rilevanza marginale dato che i prossimi Governo e Legislatura avranno certamente coloriture molto conservatrici, anche a causa del sabotaggio dell’accordo sul nucleare) e chiarendo soprattutto alla Comunità internazionale la effettiva sincerità delle posizioni assunte dal Governo Rouhani. Questo renderebbe più fluidi i round di rinegoziazione del Trattato, aiutando Zarif e ponendo in chiaro che, dopo la fine dei Soleimani, la reale posizione della controparte conservatrice – stretta alleata dei Russi – è uscita irrimediabilmente allo scoperto.

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