Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
21/01/2019
Italia ed Europa, Notizie

Obiettivi & Strategie, la gerarchia della logica

di Paolo Rubino

Nella gestione della politica industriale, che si tratti di un intero sistema o anche solo di una singola azienda, il fondamento di un buon piano รจ la chiarezza degli obiettivi che, in punto di logica, devono essere definiti in via prioritaria. Non si tratta di un esercizio facile e scontato. Gli obiettivi che unโ€™organizzazione si pone devono essere chiari, misurabili, compatibili con le risorse finanziarie,ย  utili al bene di quellโ€™organizzazione e realistici con riferimento allo scenario in cui si agisce.

Le strategie per perseguire gli obiettivi sono un esercizio certo piรน gratificante perchรฉ ammettono il ricorso alla creativitร  e alla fantasia. La natura umana propende alla gratificazione e le organizzazioni investono piacevolmente energie, tempo e danaro nellโ€™elaborazione delle strategie. Talvolta fino al paradosso di invertire la logica e creare strategie per le quali ricercare solo successivamente gli obiettivi.ย  Nella cultura industriale degli ultimi quarantโ€™anni, poi, le strategie societarie e finanziarie hanno acquisito una funzione nobilitante rispetto a quelle, ritenute piรน umili, che si occupano di commerciale e produzione. La situazione di Alitalia, che sembra riacquistare vigore nellโ€™attenzione mediatica, appare, come giร  in passato, fortemente marcata dal sovvertimento della gerarchia della logica.

Il pubblico dibattito รจ affollato e meticoloso sulle alchimie societarie e ognuno si affanna a descrivere ipotesi di combinazioni ardite di pacchetti societari. La configurazione tipica disegna immancabilmente formazioni composte, con varia ponderazione, dal soggetto pubblico, soggetti finanziari, soggetti industriali nazionali e, immancabile, il socio tecnico rappresentato da una compagnia aerea straniera. Lโ€™obiettivo strategico dichiarato รจ quello di dotare lโ€™Italia di una compagnia aerea nazionale di dimensioni sufficienti a garantire la fluida logistica dei passeggeri e delle merci al servizio di unโ€™industria turistica e di unโ€™industria produttiva distribuite sul territorio in modalitร  parcellizzata che non ha pari in altri sistemi nazionali comparabili. Lโ€™anello logico carente รจ lโ€™analisi di compatibilitร  tra questo macro obiettivo di sistema e gli obiettivi di ogni singolo socio potenziale che la fantasia di analisti e commentatori ipotizza sedersi al tavolo della societร  Alitalia, araba fenice che allโ€™esito di ogni fallimento, tre negli ultimi undici anni, vuole risorgere a nuova vita.

La formazione della squadra societaria che va per la maggiore, nellโ€™edizione 2019 del piano di rinascita, sembra composta dal soggetto pubblico, Ministero dellโ€™Economia, per il quale si ipotizza una sorta di golden share finalizzata a garantire la salvaguardia dellโ€™obiettivo strategico di sistema, le Ferrovie nazionali con lโ€™obiettivo di promuovere lโ€™intermodalitร  dei trasporti, altri soggetti industriali nazionali, ENI e Poste, per i quali non sembra ancora chiarito lโ€™obiettivo dellโ€™investimento e, immancabile, la compagnia straniera, Lufthansa o Air France-Delta cui, come nelle squadre di calcio degli anni โ€™80, si riserva il ruolo del campione di importazione cui richiedere carisma e goal a gogรฒ. Il punto piรน critico delle analisi di moda รจ proprio il grado di coerenza tra lโ€™obiettivo del socio straniero e quello del soggetto pubblico.

Air France-Delta e Lufthansa hanno legittimamente obiettivi propri incompatibili con quello sistemico che si vorrebbe affidare ad Alitalia edizione 2019. Alcuni esempi, lโ€™accordo quadrilaterale sul Nord Atlantico che stabilisce un regime di oligopolio con quote di produzione concordate e immodificabili da ogni singolo partecipante senza lโ€™assenso degli altri. Alitalia dovrebbe espandere le sue attivitร  in quel settore e nรฉ Air France-Delta, nรฉ Lufthansa hanno interesse a che ciรฒ avvenga. Il promettente mercato delle destinazioni asiatiche: Alitalia dovrebbe crescere su quelle rotte, ma ciรฒ vorrebbe dire incrinare i portentosi sistemi di collezione di quei traffici sugli aeroporti di Francoforte e Amsterdam e nรฉ Lufthansa, nรฉ Air France-Delta hanno interesse a che ciรฒ avvenga. I rilevanti bacini delle cittร  secondarie italiane, oltre Roma e Milano, per le quali intermodalitร  e qualitร  dei servizi sono una necessitร , ma che oggi contribuiscono ad alimentare ogni altro aeroporto hub europeo, Francoforte, Parigi, Amsterdam, Londra, Vienna, Zurigo, Berlino, Bruxelles. Nรฉ Lufthansa, nรฉ Air France-Delta hanno interesse a che ciรฒ avvenga. Lโ€™acquisto di aeromobili, funzionale agli scopi industriali del sistema nazionale. Alitalia, e lโ€™Italia, ne avrebbero bisogno, ma nรฉ Lufthansa, nรฉ Air France-Delta hanno interesse a che ciรฒ avvenga. Quale potrebbe essere allora il collante tra gli obiettivi di sistema italiani e quelli del socio tecnico straniero in presenza di cosรฌ rilevanti contraddizioni? Per quale motivo la competenza presunta di Air France-Delta o quella di Lufthansa, nellโ€™assunto che tale competenza sia geneticamente assente in Italia, dovrebbe essere messa al servizio della rinascita di Alitalia se tale rinascita presenta cosรฌ numerosi contrasti con gli interessi di quelle potenze del trasporto aereo? In punto di logica ci sarebbe un solo collante capace di rimediare a quelle contraddizioni, lโ€™aspettativa di un guadagno economico talmente elevato da almeno compensare le potenziali perdite che quelle potenze registrerebbero nei conti di casa propria. Eโ€™ possibile che il piano di rinascita di Alitalia, nellโ€™edizione 2019, sia capace di generare in tempi realistici guadagni finanziari tanto rilevanti per tutti i soci? Questa รจ stata la puerile illusione del 2009 per i capitani coraggiosi in compagnia dei soci tecnici Air One ed Air France e cosรฌ รจ stato nel 2014 per quegli stessi capitani in compagnia del socio tecnico Etihad. In entrambi i casi lโ€™illusione si รจ dolorosamente infranta contro la dura realtร  del trasporto aereo, business ad altissima intensitร  di capitale, imprescindibile dallo spessore delle competenze tecniche interne allโ€™organizzazione e ad essa leali, con ritorni che si misurano in archi temporali pluridecennali e benefici di breve apprezzabili solo attraverso il metro delle economie esterne. Ma puรฒ darsi che la fenice Alitalia del 2019 sovverta lโ€™aurea regola mondiale del trasporto aereo e realizzi la scolastica formula del profitto che, nei piani dei consulenti, immancabilmente ha la sua epifania al terzo anno di un piano quinquennale disegnato in power point sulla carta. Se ciรฒ non fosse vero, spetta allora allโ€™attuale proprietร  della stressata Alitalia decidere se liquidare definitivamente lโ€™azienda, affidando il trasporto alle valide reti delle compagnie low cost giร  presenti in Italia per i voli punto a punto e a quelle, altrettanto valide, delle megacompagnie europee per i voli di lungo raggio oppure, chiariti per bene gli obiettivi della rinascita, elaborare strategie effettivamente coerenti con questi. Nel primo caso si andrร  incontro in futuro ad un inevitabile perdita di competitivitร  del sistema industriale nazionale e un certo qual degrado della vita degli italiani, per cui ogni azione di spostamento sarร  piรน faticosa e costosa, ma non letale. Nel secondo caso si affronterร  un duro percorso di impegno finanziario e morale per lโ€™obiettivo incerto, ma non irrealistico, della competitivitร  e della qualitร  della vita della nazione.

Gli Autori