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08/08/2024
Italia ed Europa

A Parigi giochi in corso: proseguono le trattative per il nuovo governo

di Carlo Passarello

Proseguono i Giochi olimpici ma non si ferma il lavoro dei partiti. La sinistra lancia l’economista Lucie Castets ma Macron ha ottenuto l’elezione di Braun-Pivet all’Assemblea nazionale e punta sulle larghe intese.

Proseguono i Giochi olimpici ma non si ferma il lavoro dei partiti. La sinistra lancia l’economista Lucie Castets ma Macron ha ottenuto l’elezione di Braun-Pivet all’Assemblea nazionale e punta sulle larghe intese.

A Parigi sono due i bracieri olimpici. Uno è quello dei Giochi. Uno è quello delle trattative per la formazione del nuovo governo. Trattative che solo formalmente sono congelate dalla “tregua” annunciata dal presidente Macron che, meno di un mese fa, ha accettato le dimissioni di Gabriel Attal, chiedendogli di restare per il disbrigo degli affari correnti.

Facciamo un passo indietro. Prima della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi sono stati due i dati politici significativi. Innanzi tutto il voto dei nuovi vertici dell’Assemblea nazionale con la rielezione di Yael Braun-Pivet. Quindi, il lancio del candidato premier del Nuovo Fronte Popolare, ovvero l’economista Lucie Castets.

Due mosse che raccontano due binari paralleli. L’ambizione del presidente Macron di chiudere un accordo politico-istituzionale con un nome gradito a tutti da una parte. La volontà delle sinistre di indicare un proprio premier dall’altra.

Entrambe le strade sono aperte. Ed è chiara la volontà di creare un cordone sanitario che escluda l’estrema destra del Rassemblement National. Le scelte di Parigi sono le stesse di Bruxelles. Per il momento almeno. Così possiamo leggere il fatto che nessuna vicepresidenza del Parlamento o presidenza di commissione sia andata al gruppo di Le Pen.

Ma andiamo con ordine, partendo proprio da Palazzo Borbone. Le grandi manovre parlamentari hanno portato all’inattesa conferma della macroniana Braun-Pivet, che ha potuto portar a casa la rielezione con una maggioranza relativa. Ce l’ha fatta al terzo scrutinio, con 221 voti. Si è fermato a 207 il candidato del Nuovo Fronte Popolare, ovvero il comunista André Chassaigne. Terzo, invece, il lepenista Sébastien Chenu. I sei vicepresidenti dell’assemblea sono invece i centristi Naima Moutchou e Roland Lescure, i repubblicani Xavier Breton e Annie Genevard, gli insoumise Clémence Guetté e Nadège Abomangoli. Nel complesso l’ufficio di Presidenza dell’Assemblea vede una maggioranza di sinistra con il NFP che può contare su 12 voti su 22. Discorso diverso per le commissioni, dove ha fatto la parte del leone il campo presidenziale che ha ottenuto sei degli otto presidenti. I macroniani guidano le commissioni Giustizia, Esteri, Affari sociali, Economia, Sviluppo sostenibile e Difesa; la socialista Hachi è la presidente della commissione Cultura, mentre Coquerel (LFI) è stato rieletto alla guida della commissione Finanze. Questo quindi il risiko parlamentare.

L’altra mossa politica è, per il momento, extra-parlamentare. Dopo lunghe trattative e discussioni, il Fronte popolare ha scelto la propria candidata per Matignon: Lucie Castets. La direttrice del bilancio per il Comune di Parigi è una figura un po’ civica e un po’ tecnica. È, nei fatti, dal 23 luglio in campagna elettorale. Interviste, incontri, eventi. I temi sociali in primo piano. Prima a BFM Tv dove ha spinto su due fronti: difesa dei servizi pubblici e abrogazione della riforma dei pensioni. Poi un evento a Lille. Quindi, l’attacco a Macron dalle pagine de La Tribune, in particolare sulle politiche economiche. In questi giorni è stata una presenza costante. Sembra certo che, subito dopo la cerimonia di chiusura dei Giochi, il Nuovo Fronte Popolare tornerà a chiedere l’incarico di formare il governo proprio per Castets.

Macron avrà dunque due strade: affidare l’incarico a Castets, magari scommettendo sulla sua difficoltà nel trovare voti al centro. Oppure forzare la mano invitando le forze politiche a indicare da subito un nome condiviso. Un nome che piaccia alla sinistra (magari non tutta) e al centro, ma anche ai repubblicani.

Nei giorni scorsi Le Monde ha prefigurato uno scenario di questo tipo. Ovvero la speranza di Macron che lo spirito olimpico arrivi sui banchi del Parlamento. Lo spirito olimpico, o meglio istituzionale, che ha visto collaborare il presidente con la socialista Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, e con la repubblicana Valérie Pécresse, presidente della Regione Ile-de-France. Per arrivare a questo obiettivo però Macron dovrà trovare prima delle valide ragioni per dire no all’incarico a Castets.

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