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07/07/2025
Europa, NATO, Stati Uniti e Nord America

La partnership difensiva tra Canada e UE: sicurezza a prova di Trump

di Giulio Croce

Ottawa e Bruxelles mirano a ridurre la loro dipendenza strategica e industriale da Washington attraverso il sistema di cooperazione difensiva più completo possibile per un paese extra-UE.

Ottawa e Bruxelles mirano a ridurre la loro dipendenza strategica e industriale da Washington attraverso il sistema di cooperazione difensiva più completo possibile per un paese extra-UE.

Gli Europei si sono ormai abituati all’atteggiamento imprevedibile e prepotente della Presidenza Trump 2.0 verso quelli che sarebbero gli alleati più stretti di Washington. Tuttavia, sull’altra sponda dell’Atlantico, questo atteggiamento volubile ed ondivago assume una gravità forse più acuta. 

Infatti il Canada è profondamente dipendente per le sue munizioni e sistemi difensivi dal vicino meridionale, ma Trump aveva anche minacciato di annettere il Canada come 51esimo stato a marzo 2025, e sembrerebbe che la Casa Bianca intenda espellere Ottawa dai Cinque Occhi, alleanza di intelligence internazionale con anche Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda. Il Canada si è dunque recentemente impegnato a rafforzare il suo ruolo nella sicurezza internazionale, focalizzandosi in particolare sulla cybersecurity e sull’Artico (area strategica già nel mirino di Trump per quanto riguarda la provocatoria proposta di acquisire, anche con la forza, la Groenlandia).
È dunque in questo contesto di acuta instabilità all’interno dell’Alleanza Atlantica che si è svolto lunedì 23 giugno il ventesimo vertice tra UE e Canada, dove la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha esplicitamente dichiarato che “tempi difficili rivelano i veri amici”. Ai margini di questo summit, oltre alla celebrazione del successo della partnership commerciale tra Ottawa e Bruxelles, il Primo Ministro canadese Mark Carney (socialista eletto a marzo 2025, sconfiggendo a sorpresa i conservatori anche in reazione alle dichiarazioni fatte da Trump) ha firmato insieme a Von der Leyen ed al Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa una Partnership Difensiva.

La partnership nel dettaglio

La Partnership prevede cooperazione di alto livello politico su una vasta lista di aree strategiche, come presentato dal Servizio Europeo per l’Azione Esterna, tra cui il supporto all’Ucraina, l’interoperabilità militare, la sicurezza spaziale, la manipolazione ed interferenza dell’informazione da parte di attori maligni (FIMI), l’antiterrorismo e lo scambio di informazioni sulle rispettive politiche industriali nell’ambito della difesa. Secondo fonti di Euronews, questo fa sì che l’accordo sia il sistema più completo che sia accessibile ad un paese terzo con l’UE (nonostante l’UE abbia già firmato partnership simili con Norvegia, Moldova, Regno Unito, Corea del Sud, Australia, Giappone, Albania e Macedonia del Nord) ed infatti lo stesso articolo riporta che Carney ha definito il Canada come “il più europeo dei paesi non europei”. 

La Partnership prevede anche un rafforzamento della partecipazione canadese alla Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO), ovvero un quadro di riferimento per pianificare, sviluppare ed investire congiuntamente nello sviluppo di capacità difensive, per migliorare la mobilità militare delle forze armate canadesi sul territorio europeo ed includere Ottawa in progetti futuri. Il comunicato congiunto pubblicato dopo la firma della partnership fa inoltre esplicito riferimento al miglioramento del coordinamento delle attività navali e della cooperazione industriale nel settore della difesa. 

Inoltre si fa riferimento alla partecipazione delle forze armate canadesi nelle missioni europee della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, alla creazione di una figura di rappresentanza per la Difesa Canadese presso l’UE (che servirà a strutturare nell’effettivo il coordinamento difensivo con Bruxelles) e a maggiore coordinamento amministrativo tra Ottawa e l’Agenzia Europea della Difesa.

Inoltre, a partire da lunedì 23 giugno, il Canada e l’UE lavoreranno per un accordo che permetta ad Ottawa di accedere al SAFE, fondo europeo per supportare gli Stati Membri ed alleati stretti all’acquisto di armi. Infatti, senza l’accesso al fondo, l’acquisto europeo di armi da un paese esterno al SAFE è limitato ad una spesa del 35% dei fondi disponibili per ciascun progetto. Ad ogni modo, con la Partnership ed il futuro accesso al SAFE, le industrie della difesa canadesi potranno accedere a contratti europei e le europee al mercato canadese.

Infine, nella Partnership è reiterata l’importanza della NATO come chiave di volta della sicurezza atlantica, e non come alternativa ad essa.

Il valore della partnership in relazione alla presidenza Trump 2.0

Questa Partnership viene lanciata in un momento cruciale per la NATO, dato l’atteggiamento ondivago della Casa Bianca verso le assicurazioni difensive rappresentante – almeno in teoria- dall’Articolo 5 del Trattato Atlantico. Il suo lancio avviene inoltre in contemporanea al Summit NATO dell’Aia, dove il principale tema di discussione è l’incremento della percentuale di PIL dedicato alla difesa dal 2% a possibilmente fino al 5%. 

Davanti ad una sempre meno affidabile leadership americana, Ottawa intende differenziare i suoi partner nel settore, cercando di ridurre la sua storica ed estrema dipendenza dal vicino statunitense (tre quarti della sua spesa in materia difensiva è infatti destinata agli Stati Uniti). Defence News riporta infatti che sin dalla sua elezione a marzo 2025, Carney si è impegnato per portare il Canada fuori dall’orbita statunitense con un vero e proprio “Pivot to Europe”. 

La Partnership sancisce l’ingresso del Canada in un sistema europeo di difesa “allargato”, volto a ridurre l’asimmetria transatlantica. In questo modo, sia Ottawa che Bruxelles diversificano i loro partner difensivi, rendendosi al tempo stesso meno vulnerabili da prepotenze americane. Inoltre, in questo modo i partner rafforzeranno la resilienza del pilastro europeo della NATO, all’interno dell’Alleanza e senza porsi come un’alternativa. La partnership è quindi significativa perché esemplifica una possibile evoluzione dell’Alleanza Atlantica verso un modello meno dipendente da una singola potenza e con più interazione tra partner “minori”. Inoltre, l’importanza geopolitica-strategica di questa partnership è duplice: da un lato illustra alternative all’unilateralismo statunitense, mentre dall’altro segnala una rinnovata capacità occidentale di coordinarsi e rafforzarsi ad attori come Cina e Russia. 

Allo stesso tempo, sul piano industriale, l’integrazione delle industrie canadesi nel mercato europeo della difesa, facilitata dal possibile accesso al fondo SAFE, apre opportunità reciproche in termini di ricerca e sviluppo tecnologico, co-produzione e procurement congiunto. Il risultato è anche quello di diversificare il mercato della difesa, rafforzando ulteriormente le alternative ai colossi americani del settore. Questo rappresenta un passo concreto verso una maggiore autonomia strategica europea, che non si traduce quindi in isolamento, ma in una diversificazione mirata dei partner tendente alla promozione del multilateralismo.

La firma della partnership difensiva tra l’Unione Europea e il Canada segna quindi un momento chiave per la ridefinizione degli equilibri transatlantici, in un momento storico segnato dall’incertezza strategica. Di fronte a una Presidenza americana sempre più imprevedibile e ad un deterioramento della fiducia all’interno della NATO, Ottawa e Bruxelles hanno scelto di rafforzare la cooperazione bilaterale su basi politiche, operative e industriali. Questa partnership, senza precedenti per profondità e ambizione tra UE e un paese terzo, rappresenta non solo una risposta costruttiva alla crisi di leadership americana, ma anche un’opportunità per costruire un’architettura di sicurezza più multilaterale, resiliente e autonoma. In tal senso, il Canada rappresenta un alleato privilegiato nel progetto europeo di autonomia strategica aperta, mentre l’UE dimostra di poter attrarre partner globali grazie alla forza regolativa e integrativa dei propri strumenti. Se sarà implementata con determinazione, questa cooperazione potrà non solo rafforzare la sicurezza dell’intero spazio euro-atlantico, ma anche contribuire alla costruzione di un ordine multilaterale più stabile, inclusivo e meno dipendente da una ondivaga Casa Bianca.

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