L’Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Mercato comune del Sud, dallo spagnolo Mercado Comùn del Sur), dopo oltre vent’anni di negoziati, hanno rilanciato un accordo commerciale per ridurre significativamente i dazi doganali tra le due aree. Si parla di un’intesa che, se ratificata in modo definitivo, coinvolgerebbe uno dei maggiori bacini economici mondiali, ma che continua a suscitare forti resistenze politiche, sociali e ambientali.
Il dibattito attorno all’accordo va oltre il commercio, inserendosi in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da competizione tra grandi potenze, insicurezza e una continua ridefinizione delle alleanze economiche globali.
In questo quadro, il rilancio dell’accordo UE-Mercosur assume una rilevanza ancora maggiore se si osserva alla luce del ruolo degli Stati Uniti nel sistema economico globale. Il governo di Washington, storicamente dominante nelle relazioni commerciali ed economiche con l’America Latina, si trova oggi a confrontarsi con un contesto in cui altri attori, tra cui appunto l’Unione Europea, cercano di espandere la propria influenza nella regione.
Il Mercosur e il lungo percorso negoziale
Il Mercosur è un’organizzazione commerciale nata nel 1991, di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le prime trattative con l’Unione Europea risalgono al 2000, ma per anni i negoziati si sono arenati a causa di divergenze strutturali riguardanti temi come l’agricoltura, l’accesso ai mercati e standard normativi. Per oltre due decenni, tali divergenze hanno rappresentato un ostacolo di fatto invalicabile. Questo però, anche alla luce delle mutate condizioni geopolitiche globali, è cambiato, con le parti che hanno mostrato una rinnovata volontà politica di rilanciare l’accordo, culminata nell’approvazione del testo in sede di Consiglio dell’Unione Europea.
La svolta decisiva si è verificata il 6 Dicembre 2024, quando l’Unione Europea e i Paesi fondatori del Mercosur hanno raggiunto un accordo politico su un partenariato economico e commerciale. Successivamente, il 9 Gennaio 2026, gli Stati membri dell’UE hanno formalmente approvato l’intesa, aprendo così la strada alla sua effettiva attuazione. Tuttavia, il Parlamento europeo non ha ancora completato il processo di approvazione e ha rinviato la questione anche alla valutazione giuridica della Corte di giustizia dell’Unione Europea, spiegando perché l’accordo sia stato attivato in forma provvisoria. A partire dal 1° Maggio 2026, l’accordo commerciale interinale entrerà in vigore in via provvisoria tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur che avranno completato formalmente le procedure di ratifica e notificato la propria adesione. Questo permetterà l’avvio immediato della liberalizzazione degli scambi, pur tutelando alcuni dei settori più sensibili dell’economia europea.
Contenuti economici e liberalizzazione degli scambi
L’accordo prevede una progressiva liberalizzazione degli scambi commerciali, con benefici per l’industria europea, in particolare nei settori automobilistico e manifatturiero, e per le esportazioni agricole sudamericane. Oggi, le tariffe doganali su questi beni sono molto elevate e, secondo le stime degli esperti della Commissione europea, costerebbero circa 4 miliardi di euro l’anno alle aziende dell’UE. Per le esportazioni UE verso l’area Mercosur si parla dell’eliminazione di circa il 91% dei dazi. Per quanto riguarda le esportazioni del Mercosur verso l’Unione Europea, circa il 93% dei dazi sarà eliminato ed il restante 7% avrà un trattamento preferenziale. Questi cambiamenti avverranno gradualmente, attraverso periodi transitori pensati per proteggere i settori più sensibili e favorire l’adattamento delle economie.
L’accordo renderà più semplice ed economico esportare in America Latina prodotti come automobili, macchinari, beni industriali e farmaci. Oggi, ad esempio, le esportazioni di automobili italiane verso il Sud America sono colpite da dazi fino al 35%, il che comporta costi notevoli per le aziende produttrici che intendono allargare il proprio mercato. Una dinamica analoga, ma inversa, riguarda i Paesi sudamericani, che beneficerebbero di un accesso più ampio al mercato europeo per prodotti agricoli come carne bovina, pollame, riso e zucchero, rafforzando il proprio ruolo come esportatori di materie prime.
Materie prime e autonomia strategica europea
Un ulteriore dell’accordo UE-Mercosur riguarda l’accesso alle materie prime, tema sempre più rilevante nella strategia economica ed industriale dell’Unione Europea. Paesi come l’Argentina e il Brasile, infatti, hanno un ruolo chiave nella produzione di materie prime, come litio, rame e nichel, indispensabili per batterie, infrastrutture tecnologiche e veicoli elettrici.
L’accordo con il Mercosur non è quindi esclusivamente di stampo economico e commerciale, ma si inserisce nel più ampio obiettivo europeo di ridurre la dipendenza strategica da fornitori esteri, come la Cina. La domanda di materie prime legate alla transizione verde è cresciuta a livello globale e, di conseguenza, si è intensificata la competizione tra Paesi per controllare queste risorse. In questo contesto, l’Unione Europea si trova così in una posizione vulnerabile: è infatti fortemente dipendente da fornitori esterni per molte materie prime, in particolare, appunto, dalla Cina, dominante nelle fasi di raffinazione e lavorazione.
In questo quadro generale, l’America Latina assume una rilevanza crescente come area di approvvigionamento alternativa. Inoltre, dal punto di vista politico risulta meno conflittuale rispetto ad altri fornitori globali. L’accordo con il Mercosur potrebbe quindi contribuire a rafforzare la resilienza economica europea, pur senza eliminare del tutto le asimmetrie strutturali tra le due regioni.
Gli Stati Uniti tra disimpegno commerciale e competizione strategica
Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno progressivamente ridefinito il proprio approccio alla politica commerciale internazionale, riducendo il coinvolgimento nei grandi accordi multilaterali e privilegiando strumenti più selettivi, bilaterali o regionali. Un passaggio emblematico in questo senso è stato il ritiro dal Trans-Pacific Partnership (TPP) nel 2017, il quale ha segnato un cambio di paradigma rispetto alla tradizionale strategia statunitense di leadership nella liberalizzazione del commercio globale.
Ciò non ha comportato un disimpegno totale dall’America Latina, ma piuttosto ad una trasformazione delle modalità di interazione e presenza nell’area. Washington continua infatti a mantenere un ruolo centrale, soprattutto attraverso investimenti, cooperazione in materia di sicurezza e relazioni politiche, senza promuovere un accordo commerciale paragonabile all’UE-Mercosur.
In questo contesto, l’accordo tra Unione Europea e Mercosur può essere interpretato anche come un tentativo europeo di colmare uno spazio lasciato parzialmente scoperto dagli Stati Uniti sul piano commerciale. Lo stesso ragionamento è stato portato avanti anche dalla Cina, che ha significativamente rafforzato la propria presenza economica in America Latina, attraverso investimenti infrastrutturali, accordi commerciali e accesso alle materie prime strategiche, allarmando gli Stati Uniti e l’Amministrazione Trump.
La regione latino-americana si configura dunque sempre più come un terreno di competizione tra grandi potenze, dove il commercio non rappresenta più soltanto uno strumento economico, ma una leva di influenza geopolitica. In quest’ottica, gli Stati Uniti restano un attore imprescindibile, che però devono ora confrontarsi con un contesto sempre più competitivo e multipolare, in cui l’Unione Europea e la Cina cercano di inserirsi, ridefinendo così gli equilibri tradizionali della regione.
Divisioni interne e implicazioni geopolitiche
Il tempismo non è casuale. In un contesto internazionale segnato dalla competizione tra grandi potenze e dalle sempre più instabili relazioni commerciali, Bruxelles punta a riaffermarsi come attore commerciale globale. L’accordo con il Mercosur si inserisce dunque in una più ampia strategia di autonomia economica e diplomatica.
A partire dal 1° maggio 2026, l’accordo commerciale UE–Mercosur entrerà infatti in vigore in via provvisoria per le parti che hanno completato le procedure di ratifica, segnando un passaggio significativo dalla fase negoziale a quella operativa. Questa scelta consente a Bruxelles di superare, almeno in parte, lo stallo politico sulla ratifica completa dell’intesa.
Restano però aperte profonde divisioni interne all’UE. La Francia continua ad essere il principale polo di opposizione dell’accordo, sostenuta anche da altri Stati membri, come l’Irlanda, esprimendo forti preoccupazioni per l’impatto sull’agricoltura europea e sugli standard ambientali. Le principali critiche si concentrano sul rischio di concorrenza da parte dei prodotti sudamericani e sulle difficoltà di garantire condizioni di competizione equilibrata. Al contrario, altri Paesi, tra cui la Germania, mantengono una posizione favorevole, sottolineando le opportunità economiche per il settore agricolo, industriale e manifatturiero. Infine, Dal lato sudamericano, l’accordo viene visto come una chance di crescita economica e di accesso privilegiato a uno dei mercati più ricchi del mondo. Allo stesso tempo, emergono timori legati alla dipendenza dalle esportazioni di materie prime e al rischio di rafforzare modelli economici poco sostenibili nel lungo periodo.
Tra autonomia strategica e competizione globale
È in questo intreccio di interessi economici, politici e strategici che si colloca la vera portata dell’accordo UE–Mercosur. L’intesa non ridefinisce solo i flussi commerciali tra Europa e America Latina, ma serve a rafforzare la proiezione internazionale dell’UE attraverso una rete di accordi preferenziali. In tal senso, l’intesa con il Mercosur si colloca all’interno di una più ampia ridefinizione della geografia degli scambi globali, in cui il commercio diventa uno strumento di influenza geopolitica e di consolidamento dell’autonomia strategica.
L’accordo si inserisce inoltre in un contesto internazionale segnato dalla crescente competizione tra grandi potenze. Gli Stati Uniti, pur mantenendo un ruolo centrale nei rapporti politici ed economici con l’America Latina, hanno adottato negli ultimi anni un approccio commerciale più selettivo, lasciando maggiori margini di manovra ad altri attori globali. In questo spazio si inseriscono sia la Cina, attraverso investimenti e accesso alle materie prime strategiche, sia l’Unione Europea, che tramite il Mercosur punta a rafforzare la propria presenza economica e geopolitica nella regione.
Allo stesso tempo, l’intesa riflette il tentativo europeo di ridurre le proprie dipendenze strategiche e rafforzare la resilienza economica in un sistema internazionale sempre più competitivo e multipolare. Restano tuttavia aperte le divisioni interne all’UE, soprattutto in relazione alla tutela del settore agricolo e agli standard ambientali, che continuano a rappresentare uno dei principali ostacoli alla piena ratifica dell’accordo.

