Il 14 settembre, il Presidente finlandese, Alexander Stubb, ha annunciato l’adesione di Helsinki all’iniziativa della “dissuasion avancée” promossa dall’omologo francese, Emmanuel Macron, lo scorso marzo. La dichiarazione congiunta afferma obiettivi comuni nella difesa e nella condivisione di capacità convenzionali, pur non prevedendo contributi ai costi di mantenimento delle forze nucleari francesi; un documento di partnership strategica, poi, ha inserito l’intesa sul nucleare in un quadro politico e securitario più ampio.
In linea con la prospettiva dei vicini nordici, Helsinki ribadisce che l’atomica francese non si sostituisce al deterrente della NATO, né alle garanzie di sicurezza transatlantiche. La partecipazione al programma a guida transalpina si inserisce in un trend che vede partnership bilaterali e minitarerali caratterizzare in misura crescente la cooperazione sulla sicurezza nel continente europeo.
Il nucleare francese e l’intesa sulla deterrenza avanzata
L’iniziativa sulla deterrenza avanzata era stata annunciata da Emmanuel Macron in un discorso pronunciato il 2 marzo. Germania, Regno Unito, Polonia, Grecia, Belgio, Olanda, Danimarca e Svezia sono stati i primi otto Paesi coinvolti, cui si è aggiunta la Norvegia a fine maggio.
Lontana dall’essere una forma di dissuasione nucleare estesa a tali Stati, la dissuasion avancée implica una più salda interoperabilità tra forze convenzionali europee e atomiche francesi. Nel concreto, sono previste esercitazioni congiunte, contributi materiali alle lacune transalpine e l’istituzione di gruppi direttivi di coordinamento con i singoli aderenti. Parigi non chiede, dunque, dei pagamenti economici per il proprio arsenale. La proposta iniziale ha inoltre menzionato il possibile dispiegamento temporaneo di forze aeree strategiche (FAS) sul suolo dei partner, nell’ottica di garantire una loro immediata mobilità in caso di attacco.
L’iniziativa si inserisce nella storica tradizione di attivismo francese, sebbene implichi una reinterpretazione dei principi cardine della dottrina atomica, affermata ufficialmente nel Libro bianco della difesa del 1994 (insieme alla coniazione di “autonomia strategica europea”). La componente nucleare, force de frappe, è un pilastro della difesa nazionale e della tutela degli interessi vitali del Paese. Tuttavia, specialmente con la presidenza macroniana, essa viene letta in chiave europea in quanto le priorità francesi “non possono confondersi con il solo tracciato dei confini nazionali”. La deterrenza avanzata rispecchia quindi tale vocazione europea. Rimangono invariati i principi fondamentali: la decisione ultima sull’uso dell’arma nucleare e la catena di comando restano una prerogativa presidenziale. Come ribadito all’inizio del 2026, i partner europei non interverranno mai nella catena di impiego e di comando della force de frappe.
Nel frattempo, già nel corso del mese di marzo il governo finlandese aveva proposto un emendamento al Nuclear Energy Act del 1987. Tale provvedimento codificava giuridicamente la dottrina, condivisa tra i Paesi nordici, che esclude la possibilità del trasporto e dello stazionamento di armi nucleari all’interno dei territori nazionali. L’esecutivo di Helsinki ha proposto di rimuovere gli ostacoli legali a tale possibilità, contestualizzando la manovra nell’integrazione della Finlandia nella NATO e sottolineando l’assenza di disposizioni giuridiche analoghe negli altri Paesi dell’Alleanza.
La mossa, dunque, è stata descritta come volta a garantire la piena credibilità della deterrenza NATO, anche sul fronte nucleare, agevolando al contempo la cooperazione di tipo bilaterale e multilaterale nel contesto alleato. Inoltre, l’esecutivo ha chiarito che ciò non avrebbe implicato necessariamente il dispiegamento di armi nucleari in territorio finlandese; il Presidente Stubb, anzi, ha escluso questa possibilità in tempo di pace, evitando rotture immediate con la dottrina del divieto allo stazionamento.
Il 3 giugno, in occasione della visita a Parigi del premier finlandese Petteri Orpo per il Consiglio Ministeriale dell’OECD, il Presidente francese Emmanuel Macron ha invitato la Finlandia a fare parte dell’iniziativa sulla deterrenza avanzata, aprendo così la strada alla partecipazione di Helsinki. Questa è stata annunciata con il comunicato congiunto del 14 settembre. Il ministro della Difesa Antti Häkkänen ha dichiarato che la partecipazione della Finlandia costituisce un “passo naturale”, visto che Norvegia, Svezia e Danimarca figurano tra i Paesi coinvolti; ha inoltre evidenziato il ruolo della Francia come potenza nucleare europea.
L’iniziativa, afferma Häkkänen, ha l’obiettivo di rafforzare sicurezza e deterrenza nel continente e testimonia l’approccio sempre più attivo che l’Europa adotta per la propria difesa. Allo stesso tempo, il comunicato del ministero della Difesa finlandese sottolinea che l’iniziativa francese non intende sostituirsi o sovrapporsi al deterrente nucleare della NATO, basato sulla deterrenza esercitata dagli Stati Uniti, che costituisce la “garanzia suprema” della sicurezza dell’Alleanza.
Entrando nel merito del contenuto concreto della cooperazione, Häkkänen ha dichiarato che ogni Paese determinerà le modalità di partecipazione. Inoltre, viene sottolineato come i Paesi partecipanti non sono soggetti a obbligazioni come quelle previste dalla difesa collettiva NATO e come la Francia non stia chiedendo agli altri Paesi di contribuire ai costi di mantenimento del deterrente nucleare. Nel caso specifico, Häkkänen ha dichiarato che la cooperazione potrà tradursi, tra l’altro, in un dialogo riguardante la dottrina nucleare francese; in esercitazioni congiunte in cui la Finlandia potrà partecipare come osservatore; nel caso limite, con la presenza temporanea in territorio finlandese della componente aerea della forza di dissuasione nucleare francese (Force aérienne stratégique, FAS). Per i prossimi mesi, inoltre, è prevista la messa a punto di un Gruppo di pilotaggio nucleare congiunto.
Una partnership strategica
Francia e Finlandia hanno concluso anche una più ampia partnership strategica, firmata a Helsinki dal ministro degli Esteri finlandese Elina Valtonen e dal ministro per l’Europa e gli Affari Esteri francese Jean-Noël Barrot. Il documento è affine con quelli già siglati tra Parigi e la Danimarca il 1° aprile 2025 e la Norvegia il 23 giugno 2025 (completata dall’accordo di Narvik del 2026).
Il testo sottolinea il sostegno dei due Paesi a favore del diritto internazionale, del multilateralismo e dell’integrità territoriale degli Stati in un contesto segnato da molteplici minacce, con riferimento soprattutto all’invasione russa dell’Ucraina. Helsinki e Parigi affermano il proprio impegno per il rafforzamento della sicurezza dell’Europa, con riguardo in particolare alla difesa del fianco est e del fianco nord. L’iniziativa francese sulla deterrenza avanzata viene descritta come funzionale alla tutela sicurezza continentale e complementare alla deterrenza nucleare NATO. Viene citata anche la crescente rilevanza geostrategica dell’Artico, segnato sempre più da “rivalità strategiche”, richiamando anche il ruolo di osservatore ricoperto dalla Francia nell’ambito del Consiglio Artico.
Inoltre, i due Paesi mettono in evidenza il crescente impegno degli alleati europei nella difesa del continente, con il perseguimento di un burden sharing più equilibrato tra le due sponde dell’Atlantico. In tale prospettiva, Parigi ed Helsinki promuovono attivamente la visione di una «Europa più forte in una NATO più forte» e le iniziative volte a incrementare il contributo europeo della sicurezza euro-atlantica.
Riaffermato anche il supporto alla causa dell’Ucraina, descritto come un interesse di sicurezza prioritario per l’Europa. Francia e Finlandia confermano il proprio impegno a favore di Kyiv sotto il profilo militare e finanziario, ma anche in ambito politico-diplomatico, esprimendo il sostegno per l’integrazione dell’Ucraina in UE e NATO con la prospettiva futura di una piena membership. Sottolineata anche la necessità di garanzie di sicurezza tali da scoraggiare future aggressioni russe, citando le discussioni in corso nell’ambito della Coalizione dei volenterosi. In questo contesto, la Russia viene descritta come una minaccia di lungo termine per la sicurezza euro-atlantica.
Il documento cita anche l’importanza, a livello nazionale ed europeo, di rafforzare la capacità di risposta a scenari di crisi e minacce ibride attraverso la preparazione della società nel suo complesso, con una formula che richiama il modello di “sicurezza omnicomprensiva” adottato dalla Finlandia. Questo approccio mira a rafforzare la resilienza della società e a salvaguardare le sue funzioni vitali in scenari di crisi, in particolare attraverso la sinergia tra le sue varie componenti (autorità, cittadini, entità economiche ecc.).
Francia e Nord Europa verso una cooperazione strategica in evoluzione
Le numerose iniziative promosse dalla Francia testimoniano il peso crescente della cooperazione con il Nord Europa per un continente più autonomo e responsabile della propria sicurezza. Tale interesse è già emerso chiaramente con il sostegno alla causa groenlandese, dopo le affermazioni “espansionistiche” di Donald Trump, e con la partnership strategica siglata con la Danimarca. Allo stesso modo, si sono susseguiti accordi di difesa con Svezia e Norvegia, oltre alle intese bilaterali in tema di nucleare.
L’ingresso della Finlandia nella dissuasion avancée conferma la postura adottata sia dall’Eliseo sia dai vertici nordeuropei relativamente alla necessità di rafforzare la sicurezza collettiva in una cornice parallela a quella atlantica. Oggi, la decisione di Helsinki è ulteriormente mossa dalla percezione della minaccia russa e dall’intenzione di diversificare i mezzi a disposizione della propria difesa, aggiungendo la cooperazione atomica con la Francia al già presente deterrente nucleare atlantico. Per Parigi, quest’ultima adesione costituisce un passo ulteriore verso la proiezione della propria capacità nucleare in Europa. La cooperazione franco-finlandese, e complessivamente con i partner europei, si basa su logiche ed esigenze complementari, che favoriscono una convergenza di fronte agli sviluppi internazionali in corso.




