La scorsa settimana una delegazione di archeologi italiani si รจ recata a Tripoli (Libia) per valutare l’esito di un importante progetto di cooperazione culturale.
L’operazione prevedeva la salvaguardia del ricco patrimonio artistico del sito romano di Villa Silin.
La direzione scientifica del cantiere รจ stata affidata alla Missione Archeologica, diretta dalla prof.ssa Luisa Musso mentre il Department of Antiquities libico si รจ fatto carico della direzione tecnica; il progetto delle nuove coperture รจ stato realizzato dallโingegnere strutturista prof. Andrea Giannantoni dellโUniversitร di Ferrara.
La villa di Silin, scoperta il 13 dicembre 1974, รจ il miglior esempio conservato di villae extraurbana di etร imperiale in Tripolitania. L’abitazione, situata sulla costa a pochi chilometri da Leptis Magna, si estende per circa 3600 mq e fu rinvenuta in uno stato di conservazione eccezionale. La maggior parte degli ambienti – per una superficie complessiva di 900 mq – รจ arricchita da pavimenti a mosaico a soggetto geometrico e figurato e da una ricca decorazione parietale costituita da pitture e stucchi per un’estensione complessiva di circa 300 mq.
Negli ultimi anni il progressivo deterioramento delle coperture e dei restauri a cui sono stati sopposti i mosaici dopo il rinvenimento ha compromesso la conservazione di questo sito unico nel suo genere.
Il Department of Archaeology of Libya, vista la mancanza di risorse economiche e lโimpossibilitร di procurarsi il materiale necessario al restauro a causa degli eventi successivi al 2010, ha chiesto all’Italia di intervenire per impedire la perdita definitiva della Villa.
L’accordo, oltre alla Fondazione MedA e alla Missione Archeologica in Libia dellโUniversitร Roma Tre, coinvolge attivamente lโISCR che nel 2013 aveva promosso e finanziato interventi di messa in sicurezza e realizzato corsi di formazionedestinati agli operatori locali, si รจ impegnato a fornire i materiali necessari alla protezione delle pitture e dei mosaici e a supportare le fasi piรน delicate dellโintervento fornendo un inedito supporto telematico ai restauratori libici.
La professoressa Luisa Musso (decano degli archeologi italiani in Libia) ha affermato: “Questo intervento di restauro della Villa di Silin, che ha consentito di salvare un monumento unico nel suo genere, rappresenta un efficace strumento di diplomazia e di dialogo mediterraneo, nel quadro delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Libia. Per tutti coloro che hanno fatto e continuano a fare dell’archeologia in Libia il baricentro dei propri interessi scientifici, ma anche per quanti credono che l’ereditร culturale della propria terra rappresenti un valore ineludibile di identitร e coesione sociale, oggi รจ una grande giornata”
Fabian Baroni – Segretario della Fondazione che ha sostenuto l’iniziativa con un contributo di 230mila euro – ha aggiunto: “La Fondazione MedA – Mediterraneo Antico Onlus รจ orgogliosa di aver contributo alla messa in sicurezza della Villa di Silin. Siamo certi che l’impegno profuso dalle Istituzioni italiane e libiche, pubbliche e private, contribuirร a rafforzare i legami storici, culturali e sociali tra due paesi che condividono oltre allo stesso mare, gli stessi valori mediterranei. Ci auguriamo che a questo primo, emergenziale, intervento faccia seguito un programma concreto di restauro e valorizzazione del sito di Silin”.

