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TematicheItalia ed EuropaArmin Laschet nuovo segretario CDU

Armin Laschet nuovo segretario CDU

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Armin Laschet è il nuovo presidente della CDU partito che, da quasi 16 anni grazie ad una delle donne più forti del mondo Angela Merkel, governa ininterrottamente la Germania. Laschet, attuale governatore della Nord Reno-Vestfalia, era il candidato su cui la stessa Merkel, in nome della linea moderata del partito, puntava in contrapposizione a quella più conservatrice, rappresentata dallo sfidante Merz.

Tuttavia da questo congresso la continuità della linea “merkeliana” potrebbe non essere così solida come si potrebbe semplicisticamente pensare. Innanzitutto va infatti detto che il 33esimo congresso dei cristiani democratici tedeschi, effettuato per ovvie motivazioni da remoto, vedeva tre sfidanti nella fase finale (oltre a Laschet e Merz c’era Rottgen) senza che nessuno di questi raggiungesse al primo turno un numero di voti sufficienti ad avere la maggioranza assoluta.

Nella prima fase infatti il rappresentante dell’ala di destra Merz aveva ottenuto il primo posto con 385 preferenze seguito da Laschet con 380 e poi Rottgen con 224. Lo stesso Rottgen, al ballottaggio e quando oramai era fuori dai giochi, ha deciso di far convergere i propri voti su Laschet premiando la linea moderata. Una scelta non condivisa però da tutti, visto che il risultato finale è stato di 521 voti per Laschet contro i 466 di Merz.

Un margine di distacco importante, ma non di certo sufficiente per ignorare l’importanza di quel 45% di delegati conservatori che ha voluto mandare un chiaro segnale di discontinuità, chiedendo ed invocando politiche più rigide su temi delicati quali, ad esempio, l’immigrazione.

Non solo. La vittoria di misura di Laschet è comunque maturata dopo che questi, durante la campagna elettorale interna al partito, aveva comunicato la volontà di dare un importante cambiamento governativo, annunciando la volontà di allearsi d’ora in poi con Verdi e Liberali chiudendo, dopo decenni, la lunga storia d’amore politico con i socialisti della SPD.

Il neo eletto presidente della CDU, che non sarà automaticamente anche il prossimo candidato alla cancelleria, ha infatti posto il tema di una nuova alleanza per i moderati che potrebbe avere conseguenze importanti in tutta Europa. Per la verità, l’esperimento governativo composto da popolari e verdi, è stato già adottato in Austria dal 2020 dopo che Kurz, vittorioso alle elezioni politiche del 2017, costruì un esecutivo fallimentare con la destra della FPO.

Se ciò avvenisse in autunno anche a Berlino significherebbe in qualche modo la definitiva conclusione della cogestione tra popolari e socialisti che governano incessantemente non solo in Germania ma anche a Bruxelles da anni.

Uno scenario che potrebbe diventare realtà anche nel parlamento europeo? I numeri ad oggi dicono che soluzioni di questo tipo non sono attuabili e l’alleanza tra PPE e S&D non pare in alcun modo in discussione. Tuttavia, in una fase politica in cui di certo i partiti nazionalisti appaiono in difficoltà, anche le grandi alleanze “centripete” non sembrano godere di ottima salute (a partire dall’Italia). Presto per dire se possa essere l’inizio di una nuova fase con un posizionamento più a destra per i popolari e più a sinistra per i socialisti. Certo è che la Germania e la politica tedesca sono da sempre esempio e fonte di ispirazione per molti paesi europei. Vedremo nei prossimi mesi se anche in questo caso saranno precursori di una nuova geografia politica.

Giangiacomo Calovini,
Geopolitica.info

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