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Eliseo22 – Democrazia e iniziativa popolare: delle primarie da e per il popolo francese?

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A meno di un anno dalle elezioni presidenziali, proliferano nella sfera politica francese dibattiti e idee. I candidati e le loro campagne sono stati annunciati, ma all’interno dello spazio politico risaltano iniziative politiche anche meno convenzionali. È il caso della Primaire Populaire, un ambizioso movimento che mira a costruire una società con dei “valori ecologici, democratici e inclusivi”. L’iniziativa è nata nell’ottobre 2020 durante una riunione pubblica chiamata Rencontre des justices composta da imprenditori sociali e attivisti ambientalisti, femministi e antirazzisti con un motto comune: “2022 o mai più”. Questi cittadini indipendenti dai partiti politici intendono così riunire il partito tradizionale di sinistra e i valori ecologici, promuovere un nuovo immaginario democratico e portare un programma basato sulla difesa delle idee.

Eliseo22 è la rubrica sulle elezioni presidenziali francesi che si terranno ad aprile 2022. Ha lo scopo di informare i lettori sui candidati e i partiti, nonché i dibattiti che accompagneranno la corsa all’Eliseo, da un punto di vista interno. A cura di un gruppo di terzo anno dell’Institut d’études politiques de Grenoble (Sciences PO Grenoble-UGA).

Unirsi per vincere

Di fronte alle emergenze economiche, sociali ed ecologiche, le elezioni presidenziali francesi del 2022 rappresentano un evento cruciale per il futuro del paese. In una logica di estensione della base elettorale ai valori socialdemocratici ed ecologisti, questo movimento tende a far emergere un voto consensuale e imporre un candidato unico da opporre al campo della destra, evitando una frammentazione dei voti che condividono delle sensibilità analoghe. Anche se questa modalità inedita di “pre-elezioni” popolari pretende di massimizzare la soddisfazione di coloro che si identificano con il programma eletto, ci si può interrogare sulla ricchezza delle idee proposte. Per accontentare il massimo numero di cittadini e ricevere consenso, i candidati potrebbero strumentalizzare il metodo e procedere a una levigatura del loro programma. È difficile immaginare che, alla fine, un solo candidato possa rappresentare una piena latitudine dello spettro politico, sebbene il collettivo abbia fatto di questa idea uno dei suoi slogan: “dare voce a tutti e tutte”.

Una reinvenzione democratica

Il movimento cerca anche di scuotere l’attuale sistema francese, promuovendo nuovi modi di intendere la democrazia e sostenendo persone al di fuori dei circuiti tradizionali. I cittadini possono proporre sulla piattaforma qualsiasi personalità ritenuta legittima ad esercitare la presidenza, come è stato fatto suggerendo Jean-Marc Jancovici, un ingegnere energetico impegnato nella lotta al riscaldamento globale. Questo permette di diversificare l’immagine dei politici con la promozione di vari specialisti. Inoltre, con il metodo di voto del “giudizio di maggioranza”, inventato da Rida Laraki e Michel Balinski, ricercatori al CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique), si esprime un parere su ciascuno dei candidati assegnando uno dei 7 voti possibili, da “molto buono” a “da rifiutare”. Il candidato con la valutazione migliore vincerà le elezioni e concorrerà per conto della Primaire Populaire nel 2022. L’ultima innovazione proposta è la possibilità di partecipare al voto da 16 anni, argomento di vivi dibattiti politici in Francia. 

Le idee davanti al portavoce

Oltre al progetto di estendere le nozioni di cittadinanza e responsabilità politica, non si può ignorare il processo di spersonalizzazione della politica iniziato da queste primarie. Mentre il sistema francese favorisce un quasi-culto della figura presidenziale a causa della concentrazione simbolica del potere nelle sue mani e della sua preminenza mediatica, l’iniziativa intende focalizzare l’attenzione sulle idee e non sulla persona. Inoltre, i candidati sono tutti soggetti all’inclusione automatica di dieci proposte politiche nei loro rispettivi programmi. Organizzate in tre aree (democratica, sociale ed ecologica), costituiscono ciò che gli organizzatori chiamano il socle commun, una base considerata essenziale. Anche se i candidati si impegnano a discutere queste idee e a difenderne l’attuazione, hanno tuttavia un reale margine di manovra sui metodi di applicazione.

Un movimento ambizioso

Tuttavia, questo movimento deve affrontare diverse critiche. La prima è la sua struttura che non rientra nello schema tradizionale di una campagna presidenziale. La principale posta in gioco è di renderlo legittimo nello spazio politico. Per ora è conosciuto solo da una piccola parte della popolazione e i giornali hanno iniziato da poco a riportare i primi risultati, tra cui Le Monde, Mediapart e la Croix. Per il momento, Christiana Taubira, ex Ministra della Giustizia, favorita in queste primarie, non accetta di essere un “settimo o ottavo” candidato per la sinistra, temendo una dispersione dei voti. Infatti, fare accettare le idee del movimento ad una personalità che non doveva inizialmente essere tra i candidati appare come uno degli scopi più ambiziosi.

L’omissione delle sfide internazionali

È interessante sottolineare che nel socle commun non c’è nessuna proposta politica che affronti le relazioni con il resto del mondo. Mentre le politiche migratorie sono al centro dei dibattiti in Francia da molto tempo, e costituiscono un punto importante per molti dei candidati presidenziali, la Primaire Populaire sembra ignorare questo tema. Non menziona nemmeno la politica commerciale, la gestione delle frontiere doganali o, più in generale, le relazioni internazionali. Le proposte della piattaforma sembrano essere indipendenti dal contesto internazionale: il programma della «Primaire Populaire affronta gli affari strettamente interni del paese, a scapito di una visione che tenga conto della dinamica europea. Questa dinamica sembra difendere una visione centrata sul paese con una priorità data al territorio e alle sue questioni interne. Tuttavia, possiamo considerare che affrontando le sfide ecologiche, la Primaire Populaire si inserisca automaticamente in una logica che va oltre il quadro strettamente nazionale.

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