Particolarmente rilevanti risultano i riferimenti alla Space Domain Awareness, alla sostenibilità delle attività spaziali e al sostegno alla Combined Space Operations Initiative, piattaforma multilaterale che coinvolge Italia, Giappone, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia con l’obiettivo di migliorare il coordinamento, l’interoperabilità e la sicurezza nel dominio spaziale.
La dichiarazione riflette una tendenza consolidata nell’approccio strategico giapponese: l’integrazione del dominio spaziale all’interno delle proprie strategie di sicurezza e delle partnership con Paesi considerati interlocutori strategici. Tale orientamento, in continuità con le iniziative avviate dai governi precedenti, è stato mantenuto e rafforzato anche da Takaichi Sanae, che tra il 2022 e il 2024, prima di assumere la carica di Primo Ministro, ha ricoperto l’incarico di Minister of State for Space Policy.
L’evoluzione del dominio spaziale nella strategia giapponese
Lo spazio occupa oggi una posizione centrale nella visione strategica di Tokyo. Tale approccio rappresenta una significativa evoluzione rispetto alla postura adottata durante la Guerra Fredda. Una risoluzione della Dieta giapponese del 1969 interpretava infatti l’utilizzo dello spazio esclusivamente per finalità pacifiche, limitandolo alla ricerca scientifica e agli impieghi civili ed escludendo qualsiasi applicazione militare.
Già negli anni Ottanta questa interpretazione iniziò, tuttavia, a mostrare elementi di flessibilità, quando il governo Nakasone autorizzò l’utilizzo da parte delle Self-Defense Forces (SDF) di immagini e sistemi di comunicazione satellitari civili. La svolta definitiva arrivò dopo il lancio del missile nordcoreano Taepodong nel 1998. Questo evento evidenziò la crescente rilevanza strategica delle capacità spaziali per la sicurezza nazionale giapponese. Pertanto, nel 2008, l’approvazione della Basic Space Law sancì formalmente la possibilità di utilizzare lo spazio anche per finalità di difesa.
Da allora, Tokyo ha progressivamente integrato il dominio spaziale nelle proprie politiche di sicurezza. Tale processo è stato accompagnato da una riorganizzazione istituzionale che ha rafforzato il controllo politico del Kantei sulla politica spaziale del paese, attraverso l’istituzione di enti quali lo Strategic Headquarters for National Space Policy e, nel 2012, il National Space Policy Secretariat.
L’importanza attribuita allo spazio emerge chiaramente nei più recenti documenti strategici giapponesi. Le National Defense Program Guidelines del 2018 identificavano il dominio spaziale come uno dei settori emergenti nei quali il Giappone avrebbe dovuto sviluppare capacità avanzate e conseguire superiorità operativa. In tale contesto venne proposta la creazione di forze specializzate in operazioni spaziali, concretizzatasi nel 2020 con l’istituzione dello Space Operations Group all’interno delle Air Self-Defense Forces (ASDF).
La National Security Strategy del 2022 ha ulteriormente rafforzato questi obiettivi, dedicando ampio spazio alla sicurezza spaziale e promuovendo una crescente integrazione tra JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, le SDF ed il settore privato, ad esempio attraverso l’uso di tecnologie civili per finalità di difesa e il rafforzamento della resilienza delle infrastrutture spaziali nazionali. In linea con questa visione, nel 2023 il Ministero della Difesa ha annunciato l’intenzione di rinominare le ASDF in “Japan Air and Space Self-Defense Force” entro il 2027.
Sempre nel 2023, il governo ha lanciato la Space Security Initiative (SSI) che individua tre priorità strategiche: utilizzare le capacità spaziali a supporto della sicurezza nazionale (“security from space”), garantire la sicurezza e stabilità del dominio stesso (“security in space”) e rafforzare la base industriale del settore spazio. Oltre alla SSI, il governo giapponese ha inoltre introdotto uno Space Strategy Fund da circa un trilione di yen (circa 5,4 miliardi di euro). Il fondo, gestito da JAXA, è volto a promuovere lo sviluppo di tecnologie strategiche attraverso investimenti in ricerca e innovazione a sostegno di progetti presentati da start-up, aziende e università. Nel 2025, il Ministero della Difesa ha inoltre pubblicato le prime linee guida dedicate alla difesa spaziale. Queste pongono particolare enfasi sulla continuità operativa e sul rafforzamento delle capacità di Space Domain Awareness, considerate essenziali per garantire la resilienza delle infrastrutture critiche e la libertà di accesso e utilizzo del dominio spaziale.
Questa evoluzione si riflette anche sul piano degli investimenti. Tra il 2016 e il 2026, le risorse destinate al settore spaziale sono cresciute in modo significativo, superando la soglia di 1 trilione di yen nel 2026. Tale incremento evidenzia come Tokyo consideri oggi lo spazio non soltanto un motore di crescita economica e innovazione tecnologica, ma anche un pilastro fondamentale della propria strategia di difesa e sicurezza nazionale.
La cooperazione spaziale tra Italia e Giappone
La nuova dichiarazione congiunta si inserisce in un quadro di cooperazione che si è progressivamente esteso. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e JAXA collaborano infatti dal 2004, quando le due agenzie firmarono una dichiarazione congiunta volta a promuovere attività congiunte nei settori della scienza spaziale e delle missioni satellitari di osservazione della Terra.
Con la crescente rilevanza strategica dello spazio, la cooperazione bilaterale ha progressivamente assunto una dimensione più ampia, estendendosi oltre la ricerca scientifica per includere aspetti industriali, tecnologici e di sicurezza. Il Memorandum of Cooperation firmato nel 2020 tra ASI e JAXA ha rappresentato un passaggio importante in questa direzione, riaffermando le collaborazioni già esistenti e sancendo l’impegno delle due agenzie ad ampliare ulteriormente la cooperazione in settori di interesse comune.
L’attenzione allo sviluppo industriale è particolarmente evidente nel Piano d’Azione 2024-2027, che promuove il coinvolgimento del settore privato e la cooperazione tecnologica in aree di tradizionale interesse quali l’osservazione della Terra e il disaster risk management. È in tale contesto che si colloca il Memorandum d’Intesa tra AVIO e Bull Co., Ltd., siglato nel gennaio 2025, per lo sviluppo di tecnologie dedicate alla mitigazione dei detriti spaziali. Un ulteriore passo avanti è stato compiuto con le prime consultazioni bilaterali sullo spazio, tenutesi il 28 e 29 maggio 2026, che hanno coinvolto rappresentanti istituzionali e aziende dei due Paesi. In tale occasione sono state avviate nuove collaborazioni industriali, tra cui la partnership strategica tra e-GEOS (parte del gruppo Leonardo) e Synspective nel settore della geospatial intelligence.
Le implicazioni della nuova dichiarazione congiunta
La cooperazione delineata nella dichiarazione del 15 giugno va ben oltre la tradizionale collaborazione scientifica e riflette una crescente convergenza tra obiettivi industriali, tecnologici e strategici. Molte delle tecnologie individuate come prioritarie, dall’osservazione della Terra alla geospatial intelligence, fino alle capacità di servicing orbitale e di rimozione dei detriti spaziali, presentano infatti un evidente carattere dual-use. Per entrambi i Paesi, il rafforzamento della cooperazione spaziale rappresenta quindi sia un’opportunità economica e industriale, sia uno strumento per accrescere la resilienza delle rispettive infrastrutture critiche, per rafforzare l’autonomia tecnologica e consolidare le capacità di sicurezza in un dominio sempre più rilevante per gli equilibri geopolitici internazionali.
Questa dinamica si inserisce in un più ampio processo di integrazione tra politiche di cooperazione industriale e politiche di sicurezza. Un esempio significativo è il GCAP (Global Combat Air Programme), il programma trilaterale che coinvolge Giappone, Italia e Regno Unito, per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione. Per Tokyo e Roma, GCAP risponde sia alle esigenze di difesa che all’obiettivo di rafforzare la competitività industriale e l’innovazione tecnologica, in quanto le tecnologie sviluppate nell’ambito del progetto genereranno sicuramente spin-offs in altri settori.
Analogamente, la cooperazione spaziale mira a promuovere un ecosistema capace di generare benefici economici, rafforzare la base industriale nazionale e, al contempo, contribuire alla sicurezza dei due Paesi. Pertanto, si inserisce nel più ampio obiettivo di ridurre la dipendenza tecnologica esterna, in particolare dagli asset e dai sistemi statunitensi, e di rafforzare la capacità nazionale di operare autonomamente in settori tecnologici critici. La cooperazione bilaterale assume quindi una rilevanza che trascende la dimensione economica, configurandosi anche come uno strumento di resilienza e di sicurezza in un contesto internazionale caratterizzato dall’intensificarsi della competizione tecnologica.

