07/10/2026
Europa

Merz a Kiev ribadisce il sostegno all’Ucraina. Da Berlino l’allarme: “rischio di scontro violento con la Russia”.

di Alice Fraglica

Domenica scorsa, il cancelliere è arrivato a Kiev con nuovi aiuti. Con lui anche la ministra dell’Economia Katherina Reiche e diversi imprenditori dell’industria bellica ed energetica tedesca. Mentre i risultati delle elezioni regionali di settembre hanno ulteriormente indebolito la leadership del cancelliere e le tensioni con la Russia sono aumentate in seguito al fallito attacco con droni all’aeroporto di Lipsia, due sembrano essere i principali messaggi di questa visita di Merz. L’impegno della Germania per la difesa dell’Ucraina – e per la sicurezza dell’Europa – non vacilla. La stabilità del governo è però fondamentale.

Sabato scorso il Ministero degli Esteri russo aveva invitato i cittadini stranieri e il personale diplomatico in territorio ucraino a lasciare il Paese, avvisando inoltre che “la responsabilità di eventuali conseguenze negative ricadrà interamente su coloro che decidono di ignorare tale avvertimento”. Ciononostante, domenica mattina Merz è arrivato a Kiev in una visita a sorpresa. Mentre droni russi si abbattevano sulla capitale, Merz ha ribadito: “non ci lasceremo intimidire”, e al suo arrivo ha dichiarato: “se non fermeremo Mosca, la sua macchina da guerra prima o poi si rivolgerà contro di noi”. Preoccupazioni simili anche dal presidente del servizio federale di intelligence tedesco, Martin Jäger, che lunedì mattina ha parlato al Bundestag di “rischio per la Germania di entrare in un conflitto violento con la Russia”. Nel frattempo, AfD ottiene la presidenza del Parlamento in Sachen-Anhalt.

L’arrivo a Kiev

Domenica mattina Friedrich Merz è arrivato a sorpresa a Kiev. Dopo settimane particolarmente difficili per il governo – con le elezioni regionali in tre Länder tedeschi che hanno segnato delle “sconfitte storiche” per la CDU – il cancelliere si è dedicato alla politica estera e di difesa.

In questa sua seconda visita nella capitale ucraina (la prima era avvenuta nel maggio 2025 assieme a Macron, Starmer e Tusk), il cancelliere era accompagnato dalla ministra dell’economia e da una decina di imprenditori dell’industria della difesa e dell’energia. Sono infatti questi i settori a cui sono indirizzati gli aiuti stanziati dal governo tedesco: un miliardo di euro per la consegna di droni da intercettazione e per il potenziamento della produzione congiunta di armi a lungo raggio, assieme a ulteriori 350 milioni di euro per la riparazione e ricostruzione delle centrali elettriche distrutte. A margine della visita, inoltre, aziende tedesche e ucraine hanno firmato 14 accordi di cooperazione, prevalentemente indirizzati alla fornitura di armamenti, dal valore stimato a 6,6 miliardi di euro. Questi aiuti arrivano dopo che, la scorsa settimana, Zelensky aveva comunicato un deficit di bilancio da 24 miliardi di euro nel settore della difesa – e al quale già l’Unione europea ha risposto accelerando con il prestito di 45 miliardi di euro.  

Con i mesi freddi alle porte, la ricostruzione delle centrali elettriche serve anche per assicurare l’approvvigionamento energetico: “l’Ucraina deve sopravvivere quest’inverno, e può contare sul nostro aiuto” – ha affermato Merz. Nelle recenti settimane, infatti, bombardamenti russi hanno colpito diverse infrastrutture civili e industriali – linee ferroviarie, depositi di materiale medico, acciaierie – e messo in atto un prolungato attacco al sistema energetico del Paese, che si prevede continuerà ad intensificarsi.

Il sostegno tedesco, tuttavia, ha sottolineato Merz, non è volto solo a proteggere l’integrità territoriale dell’Ucraina: in ballo c’è anche la sicurezza dell’Europa, che è bersaglio di attacchi cibernetici e campagne di disinformazione russe. Aiutare l’Ucraina è nell’interesse della Germania stessa: “ciò che è in gioco qui è né più né meno che il futuro pacifico e libero del nostro Paese nei prossimi anni, forse addirittura nei prossimi decenni”. Il cancelliere ha quindi legato il destino dell’Ucraina alla Germania e all’Europa: “se la Germania vacilla, vacilla l’Europa. Se l’Europa vacilla, vacilla anche l’Ucraina”.

Da Kiev un messaggio per Berlino

Mentre si svolgeva l’incontro fra il leader tedesco e ucraino, droni russi si abbattevano su Kiev. Prima d’ora, in occasione delle visite dei leader occidentali, Mosca aveva in gran parte sospeso gli attacchi. Questa volta però, il primo allarme aereo si è fatto sentire subito dopo l’arrivo di Merz. Gli attacchi sono continuati per tutta la giornata, colpendo anche ilponte Nord sul fiume Dnipro.

In tale circostanza, diversi sono stati i riferimenti di Merz all’aumento delle tensioni anche a Berlino: “abbiamo minacce dall’esterno, disordini dall’interno”. All’inizio di agosto l’aeroporto di Lipsia è stato infatti nel mirino di un fallito attentato con droni – di cui si è successivamente riconosciuta la responsabilità russa – e le elezioni regionali di settembre hanno mostrato chiaramente quanto AfD stia continuando a erodere consensi ai partiti tradizionali, in particolare la CDU. Le pressioni su Merz sono forti. La responsabilità per le recenti sconfitte della CDU alle elezioni regionali è stata infatti attribuita in larga parte alla forte impopolarità del cancelliere, ora fortemente messo in discussione anche all’interno del suo stesso partito, dove si ipotizza anche una sua sostituzione. A complicare ulteriormente il quadro, ci sono le divisioni all’interno del governo sulle prossime riforme.

Nonostante la consapevolezza delle difficili circostanze sia sul fronte interno che su quello esterno, con la sua visita Merz ha voluto ribadire che il sostegno del proprio governo all’Ucraina non mancherà. L’avanzata di AfD, infatti, preoccupa anche Kiev e l’Europa, dove si teme infatti che gli aiuti della Germania possano venire meno. Timori rafforzati anche da un recente sondaggio: se da un lato fra la popolazione tedesca il timore rispetto a un attacco russo sul territorio della NATO è in crescita, dall’altro aumentano anche le perplessità rispetto alla fornitura di aiuti militari all’Ucraina. Il 42% dei tedeschi ritiene infatti che il sostegno militare all’Ucraina si stia spingendo troppo oltre.

Consapevole di questi dati, da Kiev il cancelliere si è quindi rivolto a Berlino e ha ricordato il legame fra le sorti dell’Ucraina, della Germania e dell’Europa. Merz ha infatti avvertito che se il governo federale dovesse fallire, le conseguenze per l’intera Europa sarebbero incalcolabili, ribadendo quindi il suo impegno a fare di tutto per continuare a guidare il governo in modo stabile: “l’intera Europa dipende dalla stabilità della Germania”.

Tentativi di dialogo

Se, da un lato, nella visita di domenica Merz ha offerto aiuti militari ed economici, dall’altro è anche tornato a parlare di dialogo con Mosca per la risoluzione del conflitto: “possiamo parlare, ma solo quando le armi taceranno”. 

In effetti, nei giorni precedenti sono riprese le iniziative diplomatiche anche sul fronte internazionale: secondo quanto dichiarato da Zelensky, gli Stati Uniti avrebbero infatti proposto dei colloqui di pace con Russia e Ucraina entro la fine di ottobre. Sempre da Washington è inoltre arrivato l’invito a Putin di prendere parte al G20 di Miami in dicembre. L’iniziativa è stata accolta dal ministro degli esteri tedesco Wadephul: “potrebbe essere un’occasione per avviare dei negoziati seri”. Il giorno seguente tale dichiarazione, il ministro ha inoltre incontrato la sua controparte russa a New York per la prima volta dopo l’inizio della guerra. In questa occasione, i due hanno anche parlato del fallito attentato di Lipsia: “era importante chiarire che la Germania non accetta incidenti come quello avvenuto a Lipsia” ha spiegato Wadephul alla televisione tedesca, “e ho chiaramente avvertito la Russia di non proseguire su questa strada. Siamo in grado di difenderci, siamo in grado di reagire. Ed è esattamente ciò che faremo”. I due ministri, tuttavia, non sono giunti a nessun tipo di accordo, se non con la constatazione, da parte tedesca, che la Russia è intenzionata a continuare la guerra in Ucraina.

Mosca, nel frattempo, non è rimasta in silenzio di fronte a questi avvenimenti, e la portavoce del Ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, ha descritto la visita di Merz come un tentativo del cancelliere di “ripulire la propria immagine, sempre più compromessa dopo una serie di elezioni fallimentari e di scontri all’interno della coalizione di governo”. Tuttavia, se i riferimenti di Merz alla situazione in Germania non sono mancati, la sua attenzione per le sorti in Ucraina è sempre stata molto alta: è infatti proprio sotto il suo cancellierato che la Germania è diventata il principale sostenitore di Kiev.

Una minaccia concreta per la Germania

Gli attacchi sono arrivati anche dal fronte interno. Alice Weidel, leader di AfD, ha accusato sui social il cancelliere di sottrarre risorse dalle tasche dei contribuenti tedeschi proprio mentre la Germania affronta la sua peggiore crisi energetica, e nel giorno della festa nazionale.

Una festa nazionale, quella del 3 ottobre, che si è quindi svolta in un clima molto teso. E questo è stato chiaro anche lunedì mattina durante l’audizione pubblica annuale dei capi dei servizi segreti al Bundestag. Il messaggio del presidente del Servizio Federale di Intelligence tedesco Martin Jäger è stato chiaro: “il confronto che stiamo vivendo con la Russia ha assunto una nuova dimensione, più pericolosa”, avvertendo inoltre del rischio di entrare in un “conflitto violento” con Mosca. Ha anche parlato di una “guerra-ombra” da parte russa – ossia una guerra senza dichiarazione ufficiale e unità combattenti. L’attentato di Lipsia sarebbe solo un esempio di ciò. A lui ha fatto seguito il presidente dell’Ufficio per la Protezione della Costituzione: “la Russia sta cercando di influenzare l’opinione pubblica e le elezioni tedesche”. E ancora, la presidente dei servizi di intelligence militari ha avvertito: “anche le forze armate sono nel mirino”. Il messaggio dei tre capi risulta essere lo stesso: la Russia è diventata una minaccia concreta per la Germania.

Se il governo ha avviato le discussioni per conferire maggiori poteri ai servizi di intelligence – che, sottolinea Jäger, nella situazione attuale rappresentano infatti “la prima linea di difesa” – martedì mattina è arrivata un’ulteriore scossa. Dopo le elezioni in Sachsen-Anhalt del 6 settembre, AfD è riuscita, con i voti del BSW, a eleggere il proprio candidato Tobias Rausch alla presidenza del Parlamento regionale. È la prima volta che nella storia della repubblica federale tedesca tale incarico è conferito a un esponente di un partito di estrema destra. Il cordone sanitario contro AfD è crollato.

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