02/03/2021
Interviste, Notizie, Stati Uniti e Nord America

“Reagan. Il presidente che cambiò la politica americana”. Intervista a Gennaro Sangiuliano

di Giangiacomo Calovini

Gennaro Sangiuliano ĆØ direttore del Tg2 dall’autunno del 2018. Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli consegue poi un Dottorato di Ricerca in Diritto ed Economia e un Master in Diritto Privato presso l’UniversitĆ  La Sapienza di Roma. Giornalista di lungo corso, ĆØ stato vice direttore di Libero, e docente in numerose UniversitĆ  italiane, Sangiuliano ĆØ da qualche anno ancor più celebre in Italia per i suoi ultimi saggi storici su Vladimir Putin, Hillary Clinton, Donald Trump Xi Jinping. Da qualche giorno ĆØ nelle librerie la sua ultima opera ā€œReagan: Il presidente che cambiò la politica americanaā€.

Gennaro Sangiuliano ĆØ direttore del Tg2 dall’autunno del 2018. Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli consegue poi un Dottorato di Ricerca in Diritto ed Economia e un Master in Diritto Privato presso l’UniversitĆ  La Sapienza di Roma. Giornalista di lungo corso, ĆØ stato vice direttore di Libero, e docente in numerose UniversitĆ  italiane, Sangiuliano ĆØ da qualche anno ancor più celebre in Italia per i suoi ultimi saggi storici su Vladimir Putin, Hillary Clinton, Donald Trump Xi Jinping. Da qualche giorno ĆØ nelle librerie la sua ultima opera ā€œReagan: Il presidente che cambiò la politica americanaā€. 

Direttore Sangiuliano come mai dopo aver raccontato la vita di personaggi contemporanei ha deciso di ricorrere ad una figura del passato? 

Sono crociano e affermo il valore delle Storia, che ĆØ sempre un fatto contemporaneo, nel senso che dallo studio del passato possiamo trarre insegnamenti per il presente. La vicenda umana e politica di Reagan credo abbia un valore esemplare anche per i problemi che ci troviamo ad affrontare oggi. Lui arriva alla Casa Bianca in un momento in cui l’economia occidentale era profondamente depressa, colpita dall’inflazione e dalla disoccupazione. Quando gli americani avevano ancora viva l’immagine della sconfitta militare in Vietnam. Rompe con gli schemi a lui precedenti, da conservatore modernizzatore, e con una grande iniezione di ottimismo avvia un’epoca di lungo e diffuso benessere dando vita alla cosiddetta rivoluzione reaganiana. Lo fa con profonde innovazioni economiche e sociali. La caratterizzazione che Reagan darĆ  a un lungo periodo della storia americana e mondiale, con la sua innovativa politica economica e estera, diventerĆ  un ā€œismoā€, il reaganismo appunto.

La figura di Ronald Reagan, quarantesimo presidente degli USA, ĆØ in questo periodo spesso al centro di una sorta di positivo revisionismo storico. Quali sono i meriti di questo outsider della politica? 

Fu accolto con grande diffidenza, soprattutto dai radical chic dell’epoca. Eppure, studiandone la vita si scopre che si era ben preparato: leader del sindacato attori, per due mandati governatore della California e soprattutto guida di in movimento conservatore che si era formato attorno a premi Nobel. Se oggi gli anni Ottanta del Novecento sono ricordati come una stagione felice di benessere e di prosperitĆ  economica, lo si deve proprio a quella spinta di ottimismo, di pragmatismo e di modernizzazione che Reagan seppe imprimere agli Stati Uniti e di conseguenza a tutte le nazioni industrializzate dell’Occidente.

Artefice, sul piano ideologico e culturale, della Ā«rivoluzione conservatriceĀ» e antistatalista che caratterizzò gli ultimi decenni del secolo breve, Reagan ĆØ anche il presidente degli Stati Uniti che ha sconfitto il comunismo sovietico – e vinto la Guerra fredda – Ā«senza sparare un colpoĀ», come dirĆ  Margaret Thatcher. Guadagnandosi per sempre un posto nella Storia.

Il ā€œConservatorismoā€ ĆØ una dottrina politica che in questa fase storica viene spesso ripresa da alcuni rappresentanti della destra per contrapporla ad evidenti limiti del ā€œpopulismoā€. Reagan ĆØ stato in qualche modo uno dei suoi più grandi interpreti? 

Il conservatorismo, avverte Prezzolini, ā€œnon ĆØ semplicemente un partito; ĆØ una struttura della mente umanaā€. Arthur Moeller van den Bruck aveva scritto: ā€œChi non pensa che lo scopo dell’esistenza si realizzi nel breve istante, nel momento, nel tempo dell’esistenza stessa ĆØ un conservatoreā€. Augusto Del Noce conierĆ  la definizione di ā€œtranspoliticoā€ per indicare una dimensione profonda che sedimenta nella coscienza dei popoli, un fiume carsico che scorre all’interno delle societĆ . Dunque, il conservatorismo ĆØ un dato caratteriale: Thomas Mann nelle Considerazioni di un impolitico aveva osservato che Ā«ironia e conservatorismo sono due stati d’animo strettamente affini. Si potrebbe dire che l’ironia ĆØ lo spirito del conservatorismo.

Secondo Lei Direttore in Italia manca e servirebbe una figura come quella di Ronald Reagan?

Le figure vengono, occorre prima, però un’elaborazione culturale. Il movimento conservatore americano si era sedimentato attorno a una vasta esperienza culturale. Son trascorsi anni e con quella distanza del tempo necessaria per una pacata valutazione storica, Ronald Reagan ĆØ ritenuto – quasi unanimemente – fra i migliori presidenti della storia americana e Ancora oggi Reagan resta il convitato di pietra di qualsivoglia discorso sulla destra liberale.

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