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TematicheItalia ed EuropaIl mio ricordo di David Sassoli

Il mio ricordo di David Sassoli

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Avevo sedici anni o poco più, quando conobbi David Sassoli. Era la seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso e con alcuni amici, giovani studenti cattolici, partecipammo con una nostra lista, alle elezioni del rinnovo degli organi collegiali del distretto scolastico di Roma Centro. Eravamo guidati e indirizzati politicamente da altri ragazzi, poco più grandi di noi, e fra questi c’era David Sassoli.

Anni duri e difficili; la politica dei blocchi contrapposti, il contrasto tra il mondo libero e l’area di influenza sovietica caratterizzò pesantemente il confronto e la lotta politica anche nel nostro Paese. La nostra formazione e le nostre prime esperienze politiche si plasmarono in un contesto nel quale la divisione del mondo si palesò principalmente  nelle Istituzioni politiche, ma arrivò a caratterizzare la vita e i rapporti nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, raggiungendo spesso anche le nostre famiglie.

Non fu facile, come giovani cattolici di allora, condividere la passione per la politica e per l’impegno sociale, manifestando ideali di rispetto delle regole democratiche, di equilibrio e solidarietà sociale, di pace e impegno internazionale a favore delle libertà, senza l’accusa di essere considerati filoamericani o filosovietici.

Nel 1979 in occasione delle prime elezioni dirette dei rappresentanti al Parlamento Europeo, provammo invece a far emergere anche tra i giovani, quell’aspirazione ideale che portò con coraggio e pragmatismo, i padri politici dell’Europa dialogante e solidale, a far comunicare popoli, che sino a qualche anno prima si incontravano soltanto sui campi di battaglia. Parliamo del cancelliere tedesco Adenauer, del nostro Presidente del Consiglio De Gasperi e del Primo Ministro francese Schumann; tre statisti con grande senso delle Istituzioni e per un certo senso “visionari” di una politica non legata al giorno dopo giorno, ma che aveva la capacità di guardare al futuro progettando un mondo diverso.

David Sassoli ha rappresentato con linearità quella tradizione politica; un degno erede di un europeismo solidale e inclusivo, senza mai arretrare nella difesa delle libertà democratiche e nella lotta alle disuguaglianze nel mondo. In questi ultimi anni, alla guida del Parlamento Europeo, ha mostrato con determinazione questa sua vocazione, esponendosi con chiarezza nei confronti di chi, ai confini dell’Unione Europea, governa con forme di autocrazia e repressione. Un messaggio diretto rivolto prevalentemente a Russia e Cina per il rispetto dei diritti fondamentali.

E’ stato un politico rappresentante di una parte politica, senza mai però essere soltanto uomo di parte; è riuscito ad essere garante di tutte le espressioni politiche. Gli attestati di stima dei rappresentanti di tutti gruppi parlamentari europei, ne sono la testimonianza diretta.

Proprio per questo mi piace infine ricordarlo nella foto che lo ritrae, da giovane inviato de “Il Giorno”, con martello e scalpello, impegnato con altre migliaia di persone ad abbattere fisicamente, il muro di Berlino nel novembre del 1989. Un inno alle libertà e alla democrazia.

Antonello Assogna
Fondazione Ezio Tarantelli

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