Domenica 3 settembre la Corea del Nord ha effettuato il suo sesto test nucleare, si tratta del più potente mai effettuato da Pyongyang e il primo durante la presidenza Trump.
Lāesplosione avvenuta nei pressi del sito diĀ Punggye-riĀ ha scatenato unĀ sisma artificiale di 6,3 gradiĀ sulla scala Richter, rilevato da tutti i centri sismici mondiali, ed ĆØ stato percepito in maniera forte in tutto il Nord della Cina.
Nei prossimi giorni gli esperti analizzeranno i dati per valutare la reale potenza dellāordigno Nord-coreano. Le prime analisi suggeriscono una resa esplosiva di almeno 100 chilotoni,la tecnologia di Pyongyangha mostrato, quindi, un notevole progresso rispetto allāultimo test che aveva espresso una capacitĆ stimata di 30 chilotoni. Un ordigno più potente di quelli sganciati sopra Hiroshima e Nagasaki, non paragonabili alle testate atomiche statunitensi o russe, ma comunque molto pericoloso e in grado di provocare decine di migliaia di vittime.
Si tratta dellāennesimo passo in avanti della tecnologia nucleare della Corea del Nord, che sembra veramente vicina allāobiettivo di un missile balistico intercontinentale armato con una testata atomica.
Una minaccia che gli Stati Uniti non possono accettare, il limite che Donald Trump aveva chiaramente definito nei giorni immediatamente successivi alla sua elezione ĆØ stato ampiamente sorpassato.
Il lancio ha determinato immediate reazioni di forza dagli Stati Uniti, dalla Corea del Sud e dal Giappone. Bombardieri e caccia si sono alzati in volo per la rituale dimostrazione di forza ma stavolta potrebbe non essere sufficiente.
Lāevento ha ovviamente destato grande preoccupazione, la condanna ĆØ stata unanime da tutte le nazioni e le organizzazioni internazionali.
Il futuro resta incerto.Seoul, Tokyo e Washington stanno valutando tutte le opzioni mentre Pechino nelle scorse settimane ha chiaramente mostrato di non volersi assumere la responsabilitĆ delle azioni di Pyongyang. La Cina ha esplicitamente dichiarato che la questione della Corea del Nord non ĆØ un problema esclusivamente cinese.
Lāimbarazzo di Pechino, nel delicato periodo che precede il congresso del Partito Comunista Cinese, ĆØ tuttavia palpabile. Lāimmagine di potenza benevole e rassicurante ĆØ in serio pericolo, lāincapacitĆ di gestire e mantenere sotto controllo un Paese confinante e in qualche modo vassallo, pone la politica estera di Xi Jinping sotto una luce negativa proprio alla vigilia dellāimportante appuntamento elettorale.

