Fallite le trattative di Nehammer per un governo di centrosinistra. Ora l’incarico al leader del Fpoe Kickl che cerca un accordo con i popolari.
Il primo cancelliere di estrema destra a Vienna potrebbe arrivare a giorni. Cambierebbe lo scenario austriaco ma cambierebbe anche quello europeo. Dopo Orban, un altro capo di governo della famiglia dei Patrioti. Sempre in attesa del voto tedesco delle prossime settimane. E di quello francese dei prossimi mesi.
Per capire cosa succederà in Austria sono però decisivi gli incontri di queste ore fra il leader del Partito della libertà (Fpoe) Herbert Kickl e il presidente ad interim dei Popolari (Oevp) Christian Stock. Trattative serrate per definire un programma, una prospettiva comune e una squadra di ministri credibile. Uno scenario che sembra vicino ma che richiede ancora dei passaggi importanti. E del tempo.
Intanto il presidente federale Van der Bellen ha scelto l’uomo che dovrà garantire la transizione. Non sarà il dimissionario Nehammer, ma il solido ministro degli Esteri Alexander Schallenberg. L’uomo che da circa un lustro rappresenta la diplomazia austriaca e che già fu investito di un interim da cancelliere pochi anni fa.
Proprio Schallenberg ha già annunciato che non farà parte di una coalizione nero-blu. E con lui altri esponenti popolari. Cambierà pelle lo stesso Oevp. Proprio per questo non ci sono automatismi ma trattative complesse in corso.
Da un lato quindi assistiamo al battesimo del neo-cancelliere Schallenberg, con i ringraziamenti del capo dello Stato: “La ringrazio sentitamente per la sua disponibilità ad assumersi nuovamente questa responsabilità e a mettersi ancora una volta al servizio della Repubblica”, ha detto Van der Bellen in occasione del passaggio di consegne. Dall’altro la trattativa per un nuovo esecutivo nero-blu. Non sarebbe il primo in assoluto. Negli ultimi anni in diverse occasioni popolari e destra radicale hanno trovato intese politiche. Ma sarebbe il primo con un esponente del Partito della libertà nei panni di cancelliere.
Arriviamo a tutto ciò dopo il fallimento delle laboriose trattative per la composizione di un governo di centrosinistra con popolari, socialdemocratici e i liberali. Un fallimento che ha portato il presidente federale ad affidare l’incarico al segretario della principale forza parlamentare austriaca, forte del 28,8% di preferenze ottenuto lo scorso 29 settembre. Il miglior risultato di sempre per un partito che pure dalla fine degli anni ’90 a oggi è stato al governo in diverse occasioni.
La destra radicale governa nella già citata Ungheria di Orban. Ma anche nei Paesi Bassi, pure se Wilders non è il primo ministro ma l’azionista di maggioranza dell’esecutivo. In Italia la tolda di comando è in mano alla conservatrice Giorgia Meloni, ma il suo vicepremier è un altro esponente dei Patrioti, ovvero Matteo Salvini. E in Francia il duo Le Pen-Bardella è la prima forza parlamentare. Mentre in Germania Afd è attesa a un risultato importante fra poco più di un mese. Il vento di destra intanto torna a soffiare in Austria.

