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28/04/2025
Europa

Coalizione dei volenterosi: l’Europa si prepara al dopoguerra

di Michelangelo Simone

Dopo la decisione del Presidente Trump di avviare unilateralmente i negoziati con la Russia e dopo lo scontro con il presidente Zelensky nello Studio ovale, Francia e Regno Unito hanno preso l’iniziativa di costituire una coalizione europea per fornire all’Ucraina maggiori garanzie di sicurezza. Sorgono però delle perplessità, data la mancanza di un fronte propriamente unito.

Dopo la decisione del Presidente Trump di avviare unilateralmente i negoziati con la Russia e dopo lo scontro con il presidente Zelensky nello Studio ovale, Francia e Regno Unito hanno preso l’iniziativa di costituire una coalizione europea per fornire all’Ucraina maggiori garanzie di sicurezza. Sorgono però delle perplessità, data la mancanza di un fronte propriamente unito.

In campagna elettorale, Il Presidente Trump aveva promesso di impegnarsi a concludere la guerra tra Russia e Ucraina, facendo sedere allo stesso tavolo sia il Presidente ucraino Zelensky che il Presidente russo Putin. Ha convocato un vertice bilaterale alla Casa Bianca con il Capo di Stato ucraino, che è però degenerato in uno scontro in cui Trump ha minacciato l’ospite di ritirare il suo appoggio all’Ucraina se questa non avesse trovato un accordo con la Russia. 

Zelensky si è dunque trovato, per la prima volta da quando è iniziata l’invasione russa, in contrasto con gli Stati Uniti, dato che la precedente amministrazione aveva sempre supportato l’Ucraina. Data la minaccia statunitense di ritirare il proprio sostegno al Presidente ucraino, questi si è risolto a cercare un nuovo supporto in Europa, anch’essa alla ricerca di un nuovo ruolo all’interno di un contesto globale che, dal ritorno di Donald Trump sulla scena internazionale, è entrato in crisi.

L’iniziativa inglese e un nuovo inizio per la collaborazione europea 

Dopo il disastroso incontro, Zelensky è stato ricevuto dal primo ministro inglese. con cui ha discusso delle sfide che attendono l’Ucraina e l’Europa, a detta di Zelensky, solo tramite la collaborazione tra i leader del continente. Subito dopo il bilaterale tra Ucraina e Regno Unito, si è tenuto, sempre su iniziativa inglese, un summit al quale hanno partecipato la maggior parte dei Paesi della NATO e dell’UE. 

Il vertice di Londra ha quindi visto riunirsi gran parte dei leader del mondo occidentale per discutere sia sulla fine delle ostilità tra Ucraina e Russia, che sull’assetto post-conflitto. Nonostante gli Stati Uniti restino un attore necessario per la sicurezza globale, ha confermato Starmer a conclusione dell’incontro, i Capi di Stato e di governo europei hanno compreso che l’Europa deve giocare un ruolo ancora più importante nel sostenere Kiev. 

In virtù di questa presa di coscienza, la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha dichiarato che l’Europa ha bisogno di riarmarsi, e ha quindi annunciato un piano di riarmo, che consiste di 800 miliardi di euro da investire nella difesa dei Paesi membri dell’Unione europea. 

L’invio di truppe: un nodo da sciogliere 

È in questo contesto che si è formata la coalizione dei volenterosi, un gruppo di trentuno Paesi, guidato da Francia e Regno Unito, nell’ambito del vertice di Parigi, in cui Macron ha affermato che l’Europa deve continuare a fare pressioni su Mosca per un cessate il fuoco. Di questa coalizione fanno parte anche la Presidente della Commissione europea e il segretario generale della NATO. A non farne parte sono, tra gli altri, l’Ungheria e la Slovacchia, che pur facendo parte dell’Alleanza Atlantica non condividono questo nuovo approccio europeo.

In passato, era stata definita “coalizione dei volenterosi” un gruppo coeso di Stati, tra cui anche alcuni asiatici ed africani, nato nel 2003 e guidato dal Presidente statunitense George W. Bush, con lo scopo di abbattere il regime di Saddam Hussein in Iraq.

La novità del summit parigino consiste nella creazione di una “forza di rassicurazione”, come è stata definita dai leader europei, da inviare in Ucraina come ulteriore garanzia di sicurezza. Il Presidente francese ha però confermato che tale forza non agirà come missione di peacekeeping, ma servirà come deterrente contro l’invasore russo. 

L’unanimità mancata e la speranza americana 

La questione dell’invio di truppe europee ha scatenato numerosi interrogativi, dato che per il momento solo la Francia e il Regno Unito si sono impegnati a fornire soldati per questo obiettivo. Dalla prospettiva italiana, Il Presidente del Consiglio Meloni ha negato che il suo governo possa approvare l’invio di truppe, dubitando della reale efficacia della proposta franco-britannica, suggerendo invece di estendere l’articolo 5 della NATO all’Ucraina.  

È dunque emersa la mancanza di unanimità, per una scelta così ardua e che rischia di creare fratture in seno alla neonata coalizione. Il fronte europeo rimane però unito nel dare il pieno appoggio al Presidente ucraino, che al termine del vertice di Parigi ha invitato i membri della coalizione a Kiev. 

La coalizione resta comunque aperta ad una eventuale adesione degli Stati Uniti. Il Presidente francese e il primo ministro inglese continuano tuttora ad informare Trump sui progressi compiuti dall’inizio di marzo, nella speranza che il presidente statunitense offra il suo aiuto, portando così le altre nazioni ad affiancarsi agli sforzi europei. Tuttavia, questa speranza sembra destinata a rimanere tale, poiché Trump ha più volte affermato di voler ridurre le truppe statunitensi sul suolo europeo. 
Nonostante gli sforzi finora compiuti, la coalizione dei volenterosi dovrà fare molto altro ancora per poter dimostrare che non solo l’Unione Europea, ma anche l’Europa come attore globale, possono tornare ad avere un ruolo politico e diplomatico di primo piano, a cominciare da una loro eventuale partecipazione ai colloqui tra le delegazioni russa, statunitense ed ucraina che in questi giorni si stanno tenendo a Riad. 

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