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NotizieAmerica Profonda. Alt-Right, tensioni razziali, disagio sociale

America Profonda. Alt-Right, tensioni razziali, disagio sociale

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Esistono libri che prima ancora che ben scritti, risultano essere utili. Utili per orientarsi in un mondo in continuo movimento, nel quale le dinamiche d’Oltreoceano finiscono inevitabilmente per riflettersi anche sul continente europeo.

E’ il caso del libro “America Profonda. Alt-Right, tensioni razziali, disagio sociale”, (Eclettica Edizioni), del giovane giornalista de Il Giornale Edoardo Cigolini. Il testo, snello ma con capitoli dettagliati e puntuali, prende spunto dal reportage dell’autore per conto de Il Giornale – Gli Occhi della guerra in quell’America lontana dallo sguardo dei media, ma “autentica”.

Nove stati (D.C., Virginia, West Virginia, Tennessee, Alabama, Georgia, South Carolina, North Carolina e Illinois) in grado di far toccare con mano a Cigolini la realtà statunitense, ed intervistare esponenti della cosiddetta Alt-Right (la nuova destra “alternativa” a stelle e strisce), minatori, professionisti, studenti, veterani, e figure di primo piano della comunità italo-americana. “Quello che ho portato a casa – racconta l’autore – è stata la percezione di un paese afflitto da profonde tensioni interne. In West Virginia muoiono 52 persone per overdose ogni 100mila abitanti (in Italia sono appena 8 ogni milione). Intere zone delle metropoli sono in mano a gang afroamericane o ispaniche, con tassi di omicidi superiori a quelli di un paese in guerra. E nelle piazze sono sempre più frequenti gli scontri tra Alt-Right ed estremisti di sinistra”.

Proprio l’Alt-Right è una delle “colonne” del libro. Tre dei nove capitoli sono dedicati alla nascita, allo sviluppo, ed alle prospettive future di un movimento variegato, ma capace di contribuire in maniera decisiva alla vittoria elettorale di Donald Trump. L’esponente più in vista di questa nuova “destra alternativa” è Steve Bannon, l’ex stratega di The Donald, giunto ora in Europa con il dichiarato intento di far tremare l’UE e dar vita ad una sorta di “internazionale populista”. “Bannon – spiega Cigolini – è una figura complessa, della quale in Italia si conosce poco o nulla. Visti però i suoi progetti per il vecchio continente, ritengo meriti di essere approfondito. Il sistema americano preso (e imposto) come modello in tutto il mondo, sta mostrando sempre più il suo vero volto, fatto di degrado e di tensioni sociali.

Se Donald Trump riuscirà a invertire la rotta e riportare gli Stati Uniti ai fasti di un tempo, o invece, si dimostrerà un fattore in grado di accelerare la corsa degli Usa verso l’implosione, potrà dircelo soltanto il tempo. Quello che però sarebbe bene ricordare, come europei, è il fatto che ognuno al mondo gioca la propria partita. E non è detto che il declino statunitense sia da considerare per forza come una cattiva notizia”.

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