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03/05/2017
Italia ed Europa, Notizie

Etica ed Estetica al 15 Luglio 2016, e 9 mesi dopo

di Francesco Petrucciano

Dal mattino dello scorso 16 luglio รจ stato chiaro come il fallito colpo di Stato avrebbe determinato un significativo giro di volta al percorso politico della Turchia contemporanea.

La forte reazione che il Governo ha adottato nei confronti dei golpisti ha un significato molto diverso da quello della semplice risposta dello Stato diretta ad assicurare i colpevoli alla giustizia e a restaurare lโ€™ordine: nel corrente scenario politico e sociale della Repubblica di Turchia, lโ€™occasione del fallimento del golpe ha costituito un potente strumento per giustificare ed accelerare la realizzazione del maggior obiettivo del Partito di governo AKP, ovvero la riforma costituzionale. Un tassello di particolare importanza nel percorso di conversione della Repubblica turca, che รจ ben lungi dal doversi ritenere completata anche a seguito del successo referendario del 16 aprile.

Uno dei primi segnali di un cambiamento di qualitร  nel confronto politico turco รจ stato lโ€™uso, da parte del Presidente e del sue entourage, sin dalla notte dei fattidi un vocabolario maggiormente aggressivo, apertamente violento nella retorica contro i nemici dello Stato. A questo รจ seguito un adeguamento da parte delle masse le quali, riversatesi nelle strade sul suggestivo invito degli ezanche li chiamavano dalle moschee, hanno ingaggiato nei confronti dei seguaci della confraternitaHizmetun fortissimo scontro, durato alcuni giorni, del quale lโ€™immagine piรน potente e famosa รจ stata lโ€™ostensione in Piazza Taksim di un grande manifesto che rappresentava lโ€™imam F.Gรผlen, nel quale lo sidefinivaโ€œun caneโ€ e lo si minacciava di impiccagione al suo stesso guinzaglio. Il manifesto era affiancato da due ritratti dellโ€™attuale Presidente turco.

Eโ€™ forse utile sottolineare come lโ€™edificio sul quale manifesto e fotografie sono comparse รจ quello dove normalmente viene esposto il ritratto di MustafaKemalAtatรผrk, padre laico della Turchia moderna.

Lโ€™entusiastica accettazione, da parte dellโ€™elettorato del Partito di governo, di questo nuovo stile comunicativo dimostra il successo della piรน sofisticata, complessa e durevole strategia comunicativa messa in atto dallโ€™attuale establishment turco negli ultimi dieci anni, volta allo shift ideologico della Nazione.

La Repubblica di Turchia poggia le sue radici ideologiche su una Costituzione di stampo profondamente laico e nazionalista, promulgata a seguito dellโ€™intervento che le Forze Armate hanno perpetrato nel 1980, nella peculiare funzione di profilassi costituzionale che queste hanno rivestito fino al 2010.

Dalla fondazione della Repubblica, ed in particolar modo nel primo quarantennio della sua esistenza, che si concluse con lโ€™esecuzione del Primo Ministro Menderes, il significato stesso del termine โ€œrepubblicanesimoโ€ รจ stato in Turchia diversoda quello corrispondente di matrice europea. Sebbene il processo di smantellamento del modello personalistico e religioso di Stato ottomano e la formazione di un sistema repubblicano e di diritto positivo per la Turchia fossero avvenuti attraversoun percorso di avvicinamento ai modelli europei, che prese piede in modo molto peculiare e progressivogiร  nellโ€™epoca delle Tanzimat(1837 – 1876)e poi andรฒ evolvendo dalla fine della prima guerra mondiale nellโ€™affanno del millimรผcadele(1920-1923),la Turchia รจ sempre stata un Paese distante dai paradigmi politici europei.

Il processo di acculturazione giuridica del sistema turco, che ne ha fatto una Repubblica basata sui principi del kemalismo delle origini, รจ avvenuto, nella fase post-imperiale,dalla prospettiva civilistica in una dimensione di rigoroso rispetto del modello continentale napoleonico, con la promulgazione di un codice civile edi uno commerciale di sicura ispirazione romanistica: svizzero il primo, francese il secondo.

Il diritto islamico non trovรฒ, come nei Paesi istituiti dalle Potenze europee a seguito della caduta dellโ€™Impero, riconoscimento nella stesura di uno โ€œstatuto personaleโ€ come avvenuto in Egitto o in โ€˜Iraq, e non fu inserito nel novero delle fonti del diritto: questo, con lโ€™evidente finalitร  di voler creare una Turchia nuova, completamente scollegata dai pur fortissimi legami storici e culturali che la legavano allโ€™area sulla quale, fino a pochi anni prima, aveva esercitato la sua sovranitร .

In ambito penalistico, veniva adottato il Codice italiano Zanardelli del 1889, che pur con talune varianti, sarebbe rimasto (insieme al modello italiano) in vigore fino alla riforma del 2005, quando sarebbe stato sostituito da un Codice di ispirazione tedesca.

La Costituzione, pur ricalcando anchโ€™ essa il modello europeo continentale, implicava per lโ€™azione di governo lโ€™osservanza di una precisa disciplina e presentava taluni elementi di rigida ortodossia, non permettendo nemmeno per via parlamentare una reale modifica dellโ€™assetto ideologico dello Stato, che si imponeva essere fedele allโ€™ideologia kemalista: questa, come accennato,andava ad identificarsi nel senso stesso del termine โ€œRepubblicaโ€. Questa confusione terminologica si sarebbe realizzata in maniera tanto compiuta da rendere di difficile comprensione ad un turco moderno come, ad esempio, una Repubblica (ovunque essa fosse nel Mondo) potesse riconoscere una religione ufficiale o semplicemente non identificarsi nel laicismo piรน assoluto. Concetti quali โ€œdestraโ€ o โ€œsinistraโ€, โ€œnazioneโ€ o โ€œprogressoโ€ assumevano nella vita politica turca significati peculiari. Pur costituendo un calco del vocabolario politico occidentale, a questo non corrispondevano nei contenuti, ma andavano concretizzandosi nellโ€™ideologia dello Stato repubblicano turco secondo il significato che quella cultura politica attribuiva loro. La tutela dellโ€™ortodossiavenne sancita anche dal monopartitismo del Partito Repubblicano, abolito solo un ventennio dopo sotto la presidenza ฤฐnรถnรผ.

Ciononostante, dalla promulgazione della prima Costituzione repubblicana del 1924 diversi sono stati gli interventi a modifica della stessa, dei quali i piรน importanti videro la luce a seguito dei colpi di Stato militari del 1960, del 1971 e del 1980, dopo il quale come detto venne promulgata lโ€™attuale Carta, poi oggetto di continue modifiche soprattutto per via referendaria.

Gli sforzi profusi dallโ€™establishment della neonata Repubblica furono volti in massima parte a creare una nuova identitร  al Paese, attraverso azioni di grande effetto quali la sostituzione dellโ€™alfabeto arabo con quello latino, la riforma dellโ€™istruzione e della giustizia.

Eโ€™ da queste premesse che bisogna muovere per comprendere appieno il fenomeno in atto nel Paese e cercare di delinearne le traiettorie future, comprendendo appunto che la dimensione pubblica, politica e sociale della Turchia non รจ riconducibile nรฉ ad una dimensione europea, della quale come detto ha assunto unโ€™identitร  ad essa solo terminologicamente omogenea, nรฉ ad una esclusivamente islamica, e che il senso di quanto sta accadendo รจ la realizzazione di un percorso di smantellamento delle istituzioni repubblicane.

Lโ€™ orientamento ideologico che dallโ€™AKP sarebbe stato incarnato non nasce con il Partito stesso, ma รจ frutto dellโ€™esperienza di diversi altri Partiti che lo hanno preceduto nel tempo, quali il Partito della Felicitร  o il Partito del Benessere: legati ad una dimensione religiosa e spesso nazionalista, tipica della cultura dellโ€™Anatolia profonda, avrebbero costituito il fondamento e la โ€œpalestraโ€ sulla quale costruire la struttura dellโ€™AKP, il quale sfruttando le pregresse esperienze avrebbe presentato se stesso come un nuovo modello di partito politico (apparentemente non in contrasto con il kemalismo, al fine di evitare interventi di scioglimento da parte della Corte Costituzionale e delle Forze Armate) al fine di poter realizzare nel tempo unโ€™agenda politica propria, da svelarsi in modo graduale. In questo disegno unโ€™opera fondamentale sarebbe stata svolta proprio con lโ€™ausilio del movimento Hizmet, ora in deciso contrasto con lโ€™establishment.

Non รจ solo una maggiore presenza della religione negli affari dello Stato, come spesso semplicisticamente si ritiene in Europa, a marcare la differenza fra la Turchia kemalista ed il nuovo corso dello Stato che va formandosi: lโ€™argomento religioso non รจ nemmeno affrontato nellโ€™ultima riforma costituzionale. Tantomeno la questione della trasformazione ideologica dello Stato turco puรฒ ridursi al โ€œritornoโ€ dello stesso al modello ottomano, per quanto questo obiettivo sia stato esplicitato anche da importanti personalitร  del Partito di governo ed abbia condotto al conio del termine โ€œneo-ottomanesimoโ€. Come brillantemente proposto da alcuni studiosi, potrebbe invece parlarsi di post-kemalismo, nel quale lโ€™ereditร  della fase precedente non viene negata tout-courtma tesaurizzata e messa a sistema con elementi nuovi.

Durante il periodo di governo dellโ€™AKP si รจ assistito ad almeno tre momenti di forte shift culturale. Ognuno di essi รจ stato legato ad unโ€™importante riforma di carattere costituzionale o ad un evento di analoga portata:

  • Nel 2007, lโ€™elezione di Abdullah Gรผl alla Presidenza della Repubblica. Dato il giร  esplicitato significato del termine โ€œRepubblicaโ€ nel contesto kemalista e la funzione di rappresentanza della Nazione che il ruolo della Presidenza incarna, รจ evidente il senso rivoluzionario di eleggere un Presidente apertamente religioso accompagnato da una Prima Dama velata. Questo evento corrisponde al superamento dello โ€œscandaloโ€, inteso come lโ€™accettazione della presenza dellโ€™elemento religioso nel massimo organo dello Stato. Ad esso vanno direttamente collegati lโ€™ammissibilitร  del velo islamico nei luoghi pubblici e lโ€™elezione della prima donna velata in Parlamento,

 

  • Nel 2010, la vittoria al referendum costituzionale che, fra diversi quesiti, ha riguardato la riforma degli articoli 145, 156, 157 sui poteri del Consiglio di sicurezza nazionale,ovvero dello strumento delle Forze Armate per influire nella politica del Paese, e la Corte costituzionale. Questa รจ passata da 11 a 17 membri, dei quali 14 nominati dal capo dello Stato (ovvero, da Abdullah Gรผl) e 3 dal Parlamento. La riforma ha anche reso imputabili gli alti gradi militari ed ha determinato una riduzione delle competenze dei tribunali militai, a vantaggio di quelli civili. A questa fase รจ corrisposto un piรน palese antagonismo verso la laicitร  dello Stato, che lโ€™establishment ha percepito di potersi permettere dato lโ€™annullamento della funzione politica dei militari,

 

  • Lโ€™elezione di RecepTayyฤฑpErdoฤŸan alla Presidenza della Repubblica: per quanto giร  superato lo โ€œscandaloโ€ del Presidente religioso, lโ€™elevazione dellโ€™ex Premier alla massima carica dello Stato ha il senso di introdurre il concetto di presidenzialismo โ€œforteโ€, o โ€œalla Turcaโ€, che sarebbe poi stato oggetto di referendum solo lo scorso 16 aprile. Ha, quindi, il senso di introdurre nel contesto politico turco la concreta possibilitร  di modificare lโ€™assetto costituzionale dello Stato.ErdoฤŸan ha comunque, pur mantenendo formalmente attiva la carca di Primo Ministro (che da A.DavutoฤŸlu sarebbe stata passata a B. Yildirim) ha sin da subito cominciato a convocare il Consiglio dei Ministri presso la Presidenza della Repubblica, esercitando di fatto e senza nessuna legittimazione costituzionale una funzione corrispondente a quella di capo del potere esecutivo.

 

Sin dalla campagna elettorale per la Presidenza, nel 2014 (la prima nella quale si รจ addivenuti ad elezione diretta del Presidente da parte del popolo), lโ€™AKP ha sviluppato una narrativa ed una dialettica nuovi rispetto al passato, inaugurando uno stile comunicativo quasi millenaristico ed adottando un approccio mistico alla funzione del Partito di governo e della persona del suo Presidente.

Un esempio in questo puรฒ essere la campagna elettorale presidenziale del 2014, scandita dallo slogan delle โ€œ3 dateโ€: il 2023, il 2053 ed il 2071.

 

  • Il 2023 segnerร  il centenario della Repubblica di Turchia. La data รจ sempre stata accompagnata dallo slogan โ€œhedefimizโ€ (il nostro obiettivo). Evidente il significato di arrivare a quel momento avendo cambiato le caratteristiche della Repubblica, trasformandola dalla peculiare forma kemalista ad una nuova, presidenziale ed islamica. A questo periodo corrisponde il conio dellโ€™espressione โ€œnuova Turchiaโ€, in opposizione alla โ€œvecchiaโ€ di Atatรผ Comincia lo smantellamento dei simboli repubblicani: la scritta โ€œRepubblica di Turchiaโ€, che precede per legge nellโ€™ acronimo โ€œT.C.โ€ il nome di ogni istituzione bancaria, assicurativa o dโ€™istruzione, viene rimossa in numerosi luoghi, non si sostituiscono le statue di Atatรผrk danneggiate, lโ€™uso della bandiera (che รจ la medesima dellโ€™Impero ottomano) viene esaltato in modo che esso non venga percepito come simbolo repubblicano ma identitario della Nazione, svincolato dal suo senso kemalista e risalente ai tempi imperiali. Spesso, durante comizi e raduni del Partito di governo, viene dal pubblico esposto insieme allโ€™antica bandiera califfale verde con tre crescenti. Eโ€™ forse il fenomeno che testimonia il maggior cambiamento nella storia politica turca contemporanea.

 

  • Il 2053 rappresenta invece il seicentesimo anniversario della presa di Costantinopoli da parte degli Ottomani. Nella mentalitร  e nella visione nazionalista tipica della cultura turca (anche dei Turchi piรน laici), la data del 1453 ha unโ€™importanza enorme perchรฉ, insieme alla battaglia di Manzicerta, costituisce la tappa principale del percorso di affermazione del predominio turco sullโ€™Anatolia e la propria concretizzazione quale potenza egemone nel Mediterraneo orientale. A quel momento corrisponde lโ€™identificazione dellโ€™Impero ottomano quale erede di quello romano-orientale (con legittimazione religiosa di Maometto II in qualitร  di conquistatore della โ€œSeconda Romaโ€, in conformitร  a quanto si vuole stabilito dallo stesso Profeta) e la contrapposizione fra un Oriente mediterraneo turco e islamico ed un Occidente mediterraneo europeo e cristiano, che il kemalismo aveva cercato di distruggere e che ora si presenta con forza sempre maggiore come paradigma della differenza, ontologica ed irriducibile, fra โ€œnoiโ€ e โ€œloroโ€.

 

  • Nel 2071 si celebrerร  invece il millesimo anniversario della battaglia di Manzicerta, che come accennato ha aperto le porte dellโ€™Anatolia alla dinastia turca precedente quella ottomana, ovvero i Selgiuchidi, consolidando la presenza turca. La vittoria, conseguita dal Sovrano Alp Arslan, di enorme importanza nel patrimonio culturale della Destra turca, riveste anche ora un formidabile appeal non solo per i conservatori o i religiosi, ma anche per gli osservanti la disciplina di Atatรผrk: se. Infatti, la presa dellโ€™Anatolia ha comportato un formidabile successo per la Nazione turca, di questo si compiacciono anche i nazionalisti laici. Il fervore nazionalista del pubblico laico e repubblicano della Turchia ha costituito un punto di unione fra politiche dellโ€™AKP e la sensibilitร  di un pubblico profondamente nazionalista, una seduzione importante che ha comportato conseguenze non di poco conto nellโ€™affermazione del Partito di Governo.

 

In effetti, la traiettoria ideologica dellโ€™AKP ha sempre avuto due direzioni fisse, quella della confusione di ogni ruolo istituzionale nel Partito-Nazione(esattamente come il Partito Repubblicano aveva fatto ai primordi della Repubblica) e dello sdoganamento della laicitร .Questi obiettivi erano chiaramente percettibili anche quando, ai primordi dei successi del Partito e comunque prima dellโ€™elezione di Gรผl alla Presidenza, questo proponeva di sรฉ unโ€™immagine maggiormente pluralista ed aperta.

A partire dal 2014, lโ€™AKP ha sviluppato unโ€™identitร  sempre maggiormente nazionalista, perfettamente in linea con la tradizione della Destra estrema turca rappresentata in Parlamento dal Partito del movimento nazionalista. Con questo Partito, lโ€™AKP ha ingaggiato una serie di rapporti che hanno visto momenti di forte contrapposizione, ai quali รจ invece seguita nellโ€™anno in corso lโ€™alleanza funzionale al superamento del referendum sul Presidenzialismo.

Eโ€™ comunque probabile che questa fusione dโ€™intenti determini la scomparsa del Partito nazionalista: con lโ€™assunzione da parte dellโ€™AKP di caratteristiche proprie di questโ€™ultimo e con la fine del dialogo con i Kurdi, che sono stati di fatto estromessi dalla dialettica politica turca dopo le prime elezioni del 2014 nonostante la riaperture del dialogo qualche anno fa, lโ€™AKP ha cominciato ad assumere tratti estremamente simili a quelli del Partito di estrema destra, e questo potrebbe finire per fagocitarlo.

In definitiva, a seguito del successo referendario del 16 aprile scorso, sembra evidente come lโ€™orientamento del Paese sia rivolto verso un punto di non ritorno: cosa peraltro giร  definita da circa un decennio, ma ora resa ufficiale dal voto popolare nonostante il vantaggio ottenutodallโ€™ AKP sia stato nettamente inferiore alle aspettative.

Con una percentuale di โ€œsรฌโ€ inferiore al 52% (ottenuta peraltro con lโ€™ausilio di un’altra Forza politica, ed inferiore al 50% nelle maggiori aree urbane ed industriali), il Presidente รจ conscio di non poggiare i piedi su un terreno solidissimo. Allo stesso tempo, ha a disposizione piรน di un anno per riformare il suo Partito (le riforme entreranno in vigore con le elezioni del 2019), intendere dove siano i maggiori franchi tiratori, terminare il processo di fusione con (o annientamento de) il Movimento nazionalista ed eliminare ogni residua traccia del dialogo con i Kurdi e di seria opposizione. La nuova simbologia del Partito, la mano aperta col pollice rivolto verso il palmo, giร  propria della Fratellanza, associata al motto โ€œuna Nazione, un Paese, una bandiera, una linguaโ€ sintetizza efficacemente lโ€™orientamento della nuova Turchia. Come detto allโ€™inizio, il processo di conversione dello Stato non รจ che ad uno stadio intermedio di realizzazione e molto resta da fare. Se la Presidenza dovesse credere, nellโ€™anno in corso, di avere via libera, รจ possibile che si tenga un ulteriore referendum (oltre a quello sullโ€™adesione alla UE e sulla pena di morte) per rendere immediatamente efficaci le riforme appena votate, senza attendere la nuova legislatura.

In politica estera, ErdoฤŸan crede di avere grandi spazi di manovra con lโ€™Europa per via della sua capacitร  di gestire i flussi migratori. Eโ€™ davvero presto per dire come il successo della riforma costituzionale influirร  nei rapporti con gli alleati e con gli antagonisti regionali nello scacchiere siriano, data lโ€™estrema volatilitร  della situazione ed il fatto che ci troviamo in un contesto internazionale di enorme fluiditร , con paradigmi davvero diversi rispetto al passato. Sarร  probabilmente necessario osservare i primi mesi di relazioni con la NATO e lโ€™EU per intendere davvero come andranno le cose. Sembra comunque evidente che le sponde del Mediterraneo tenderanno ad allontanarsi. Con gli Stati Uniti promotori di una visione del mondo costituita da rapporti bilaterali e tesi alla distruzione delle alleanza regionali, in unโ€™ottica di opportunistico mantenimento delle relazioni con il su ex mastino, potrebbero vedere nella nuova Turchia un alleato affidabile nella sua ormai certissima stabilitร  politica. In questo, potrebbero essere spalleggiati dagli alleati regionali della Turchia e da un Regno Unito ormai completamente svincolato dallโ€™ Europa, che torna sul suo asse anglo-sassone e forse disponibile a concedere lโ€™ingresso per affari senza visto ai cittadini turchi.

Tutto, naturalmente, nella possibilitร  che le decisioni dโ€™oltreoceano cambino con la velocitร  con la quale cambiano i venti sullโ€™Egeo.

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