Evidenza

Dal 2004, il Centro Studi Geopolitica.info contribuisce allo studio delle Relazioni Internazionali e al dibattito sulla politica estera dell'Italia

Chi siamo
17/07/2026
Difesa, Italia ed Europa, NATO

La Task Force X Central, come l’Italia guida la trasformazione della NATO

di Giovanni Chiacchio

Il crescente impiego di sistemi senza pilota e dell’intelligenza artificiale sta ridefinendo profondamente la sicurezza marittima. In tal contesto, la NATO ha avviato l’iniziativa Task Force X, un programma sperimentale volto ad integrare tali sistemi nel proprio comparto operativo. Nel mese di giugno, l’Alleanza Atlantica ha esteso tale iniziativa al Mediterraneo, affidando la guida delle sperimentazioni all’Italia

La sicurezza marittima rappresenta oggi una delle dimensioni centrali della guerra contemporanea. In un contesto caratterizzato dalla crescente interdipendenza economica e digitale, le infrastrutture sottomarine critiche, in particolare i cavi per telecomunicazioni, costituiscono un elemento essenziale per il funzionamento dell’economia globale, poiché trasportano la maggior parte dei dati e delle comunicazioni su cui si fondano i sistemi finanziari, commerciali e governativi. L’importanza strategica di tali infrastrutture è tuttavia accompagnata da una marcata vulnerabilità. L’estensione geografica delle reti sottomarine rende estremamente complessa una sorveglianza costante, mentre il dispiegamento di assetti difensivi lungo migliaia di chilometri di fondale richiede tempi e risorse considerevoli. Inoltre, il loro danneggiamento comporta costi elevati e lunghi tempi di riparazione, aggravati dalla complessità tecnica delle operazioni subacquee. Sotto il profilo operativo, il danneggiamento dei cavi sottomarini non rappresenta inoltre un’operazione di grande complessità né dai rilevanti costi. La presenza di numerosi punti vulnerabili e l’assenza di strutture difensive adeguate rende infatti tali infrastrutture passibili di essere danneggiate facilmente anche mediante l’impiego di strumenti rudimentali quali un’ancora. In questo scenario, la diffusione dei droni rappresenta potrebbe ridurre notevolmente i costi necessari per la sicurezza marittima. Tali strumenti risultano infatti caratterizzati da costi estremamente ridotti e da un processo produttivo estremamente semplice e rapido. Ciò ne consente il dispiegamento in grande numero, garantendo una sorveglianza costante sulla lunga estensione dei cavi sottomarini. I sistemi senza pilota sono inoltre dotati di un’elevata flessibilità e possono essere impiegati in molteplici domini.

La Task Force X

Durante l’Invasione Russa dell’Ucraina, la regione del Mar Baltico è stata teatro di atti di sabotaggio da parte della Federazione Russa a danno delle infrastrutture sottomarine critiche appartenenti ai paesi membri della NATO. In virtù di ciò, nel gennaio 2025 l’Alleanza Atlantica ha avviato l’operazione Baltic Sentry, finalizzata a incrementare la sorveglianza dei cavi sottomarini nella regione. A supporto di tale iniziativa, nello stesso mese l’Allied Command Transformation (ACT) ha lanciato la Task Force X (TFX), sviluppata in collaborazione con l’Allied Command Operations (ACO) e con il NATO Maritime Command (MARCOM). L’obiettivo del programma è rappresentato dall’integrazione di tecnologie emergenti, quali droni e intelligenza artificiale, nelle forze NATO. Ciò consentirebbe infatti di colmare i gap esistenti in maniera di intelligence, incrementando le capacità di sorveglianza e risposta rapida dell’alleanza. Le prime esercitazioni della Task Force X sono state condotte nel Mar Baltico nel febbraio 2025 e hanno visto la partecipazione di unità dello Standing NATO Maritime Group 1 e dello Standing NATO Mine Countermeasures Group 1. Le manovre sono state focalizzate in particolare sul testare l’interoperabilità tra piattaforme con equipaggio e sistemi senza pilota, accelerando l’integrazione dei droni nelle forze NATO. La successiva approvazione del Rapid Adoption Action Plan da parte della NATO ha segnato un primo punto di svolta. Il progetto della Task Force X è stato infatti riconosciuto come uno dei principali strumenti volti a garantire una rapida acquisizione di nuove capacità interoperabili con i sistemi attualmente in uso. Successivamente, l’Alleanza Atlantica ha istituito la Task Force X (TFX)-Artic. L’avvio delle sperimentazioni nel Mar Glaciale Artico è stato determinato in primo luogo dalla necessità di lanciare un forte segnale alla Federazione Russa, la quale ha fortemente incrementato negli ultimi anni la sua attività militare nella regione. In secondo luogo, dalla necessità di testare i sistemi senza pilota in ambienti caratterizzati da condizioni estreme, indicando la volontà da parte della NATO di impiegare le tecnologie emergenti in qualsiasi teatro. 

La svolta mediterranea

Il 22 giugno 2026 la NATO ha avviato la Task Force X-Central Mediterranean (TFX-CentMed), segnando una significativa evoluzione rispetto alle precedenti iniziative nel Baltico e nell’Artico. La TFX-CentMed rappresenta infatti la prima Task Force X nella quale le sperimentazioni saranno svolte su tutti e cinque i domini operativi: terrestre, aereo, marittimo, cyber e spaziale. L’iniziativa si articolerà in fasi progressive di testing e coinvolgerà coinvolgendo oltre cento sistemi autonomi, includendo personale proveniente da Croazia, Lettonia, Slovenia, Stati Uniti e Italia. L’estensione della Task Force X al Mediterraneo evidenzia la crescente centralità del fianco meridionale nella strategia di sicurezza della NATO. Tale quadrante è infatti caratterizzato dall’intersezione tra minacce asimmetriche, quali terrorismo, traffici illeciti e instabilità regionale, e minacce convenzionali, rappresentate dalla crescente presenza militare russa e dalla competizione geopolitica nel Mediterraneo allargato. 

La TFX-CentMed costituisce inoltre la prima occasione in cui la guida delle sperimentazioni viene affidata a una singola nazione: l’Italia. Tale risponde a precise ragioni strutturali. In primo luogo, l’Italia occupa una posizione geografica centrale nel Mediterraneo ed è direttamente esposta alle dinamiche di sicurezza del fianco sud. In secondo luogo, il Paese è stato tra i principali promotori di una maggiore coerenza strategica della NATO verso tale regione. Roma è caratterizzata da un solido ecosistema industriale nel settore della difesa, fortemente orientato all’innovazione tecnologica. Gli investimenti in sistemi senza pilota previsti nel Documento Programmatico Pluriennale (DPP), la recente joint venture tra Leonardo e Baykar e lo sviluppo di piattaforme nazionali quali il Falco Xplorer e l’AWHERO contribuiscono a collocare l’Italia tra gli attori europei più avanzati nel campo dei droni. La scelta italiana si inserisce inoltre in un più ampio processo di riorganizzazione della struttura di comando della NATO. Nell’ambito della progressiva redistribuzione di responsabilità interne all’alleanza, l’Italia ha infatti assunto la guida del Joint Force Command Naples, il quale gestisce la pianificazione operativa nel fianco sud. 

La NATO verso il futuro

L’introduzione su larga scala dei sistemi senza pilota sta ridefinendo profondamente i paradigmi della guerra contemporanea, modificando il rapporto tra costo, massa e capacità operative. In tal contesto, la Task Force X rappresenta uno dei principali laboratori attraverso cui la NATO sta sperimentando l’integrazione di droni, intelligenza artificiale e sistemi autonomi nelle future operazioni multidominio. Con riferimento all’Italia, la guida della Task Force X-Central Mediterranean costituisce un’opportunità strategica di primo piano. Roma potrà infatti dimostrare di essere in grado di pianificare e guidare operazioni complesse nel fianco meridionale dell’alleanza, rafforzando la propria posizione in seno alla NATO e valorizzando contestualmente il proprio ecosistema industriale e tecnologico nel settore della difesa. In ultima analisi, l’iniziativa rappresenta altresì una delle prime operazioni svolte nell’ambito del nuovo assetto dell’alleanza atlantica, incentrato sul mantenimento da parte degli Stati Uniti di una funzione di supervisione strategica e dal crescente affidamento dei comandi operativi e “tattici” agli attori europei.