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Il rapporto ENEMO sulle elezioni parlamentari del 25 Aprile in Albania – intervista al Prof. Gianluca Passarelli

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Il 29 marzo 2021, la European Network of Election Monitoring Organizations (ENEMO) e la Missione Internazionale di Osservazione Elettorale (IEOM) hanno avuto l’accredito internazionale del governo albanese per l’osservazione delle elezioni parlamentari del 25 aprile 2021. La Missione è stata diretta dal Prof. Gianluca Passarelli, docente di Scienza politica e Politica comparata presso Sapienza Università di Roma. La missione terminerà a fine maggio, quindi comprenderà sia la fase pre- che quella post-voto, e produrrà un report finale sui lavori svolti.

La missione ha monitorato e valutato l’ambiente politico ed elettorale generale, la campagna elettorale, l’equità di genere e altri aspetti cruciali del processo elettorale, sulla base degli standard internazionali per delle elezioni democratiche. Abbiamo, quindi, intervistato il Prof. Gianluca Passarelli che gentilmente ci ha fornito un quadro generale su come si sono svolte le elezioni parlamentari del 25 aprile 2021.

Professore, anzitutto grazie per la disponibilità. Nell’osservazione della campagna politica ed elettorale generale, cosa avete riscontrato?

Nel complesso, le elezioni parlamentari del 2021 si sono svolte in un clima politico e di campagna elettorale molto polarizzato e teso, nonostante gli sforzi per garantire il corretto svolgimento delle elezioni e degli scrutini. In particolare, ENEMO ha notato l’uso di un linguaggio inadatto tra i candidati, così come diversi episodi di scontri fisici tra vari sostenitori dei partiti in lizza. La campagna elettorale mancava di moderazione ed era inficiata da gravi accuse di vicinanza ad ambiente criminali da parte di alcuni partiti, con accuse di compravendita di voti, concussione (pressione su impiegati statali), e intimidazione degli elettori. ENEMO ha ritenuto che, indipendentemente dall’accuratezza di queste accuse, che dovrebbero essere indagate dalle rispettive autorità, esse hanno influenzato significativamente e negativamente la percezione della campagna elettorale e l’integrità del processo di voto.

Ha detto che si sono verificati degli scontri fisici e atti di corruzione, quali categorie hanno riguardato? La libertà di stampa e di espressione sono state rispettate?

Si, nel 2021 una serie di report interistituzionali hanno indicato casi di aggressioni fisiche, intimidazioni, campagne diffamatorie, atti di vandalismo, aggressioni, azioni legali e indagini abusive nei confronti dei giornalisti. Questi atti intimidatori sono motivo di allarmante preoccupazione e lesivi della libertà di stampa e di espressione. ENEMO condanna i procedimenti ingiustificati o politici contro i giornalisti e i media, che sono in contrasto con la Costituzione, la libertà dei media e il diritto di informazione.

Nel 2020 e 2021, l’Albania ha conosciuto alcune modifiche alla legge elettorale, come valuta queste riforme?

Le elezioni parlamentari del 2021 sono state precedute da una nuova ondata di riforme elettorali. Secondo l’accordo dei partiti politici raggiunto il 5 giugno 2020, sono stati adottati emendamenti al codice elettorale, poi convalidati il 23 luglio 2020. Uno degli emendamenti più importanti riguardava la ristrutturazione della CEC (Commissione Elettorale Centrale, ndr) con la creazione del Commissario elettorale statale, della Commissione di regolamentazione e della Commissione per i reclami e le sanzioni. La riforma è stata valutata positivamente dalla maggior parte degli interlocutori in quanto ha contribuito a una maggiore trasparenza e alla divisione del potere e delle responsabilità. Tuttavia, è stato anche notato che la riforma degli organi di gestione delle elezioni non era completa e che dovrebbe essere estesa anche alle commissioni di livello inferiore.

L’introduzione del voto di preferenza ha accentuato il rapporto clientelare tra partiti, candidati ed elettori. Inoltre, l’adozione di un sistema “flexible” ha vanificato il ricorso al voto di preferenza posto che de facto i deputati sono stati eletti in base all’ordine di lista. 

È stata rispettata la rappresentanza di genere? Se non sbaglio era previsto un sistema a quote per garantire l’eguale rappresentanza dei rappresentanti in lista.

Il codice elettorale stabilisce che non ci deve essere meno del 30% del genere meno rappresentato nelle liste. Se il partito politico non soddisfacesse il requisito del 30% di quota di genere per la lista dei candidati, la CEC dovrebbe rifiutare la sua registrazione. 

Come si sono svolte, nel complesso, le votazioni nel giorno delle elezioni?

Il giorno delle elezioni, la missione IEOM ha osservato le votazioni in alcuni seggi elettorali nella capitale Tirana, ma anche nelle città di Elbasan, Durazzo e Kamëz. Le votazioni sono state complessivamente ordinate e i membri della commissione elettorale sembravano gestire bene il processo. Tuttavia, in alcuni casi i membri della commissione elettorale sembravano non avere una conoscenza adeguata delle procedure, in particolare quando si tratta dell’uso delle nuove tecnologie e del voto con il passaporto invece della carta d’identità. 

Inoltre, un certo numero di elettori sembrava confuso dal fatto che i nomi dei candidati non fossero menzionati sulle schede elettorali. Oltre a votare per un partito, gli elettori avevano la possibilità di inserire un segno di spunta o una croce accanto al numero del candidato nella lista, per esprimere il loro voto preferenziale, ma senza menzionare il nome del candidato stesso. Questa carenza di informazioni può aver influito anche sulla capacità degli elettori di esprimere correttamente la loro volontà al momento del voto. La missione ha osservato che alcuni segni di campagna elettorale erano ancora visibili (per esempio, auto con il logo del partito, manifesti elettorali che non erano stati rimossi, ecc. ) violando il silenzio elettorale.

Letizia Storchi
Geopolitica.info

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