In questi mesi abbiamo assistito ai Congressi di tutti i gruppi politici presenti all’interno del Parlamento europeo. I gruppi, oltre a decidere la loro linea per le prossime elezioni europee, hanno anche votato gli Spitzenkandidaten. Ma che cos’è lo Spitzenkandidat? Quali sono i nomi sul tavolo?
Tra il 6 e il 9 giugno si terrà il voto per l’elezione del prossimo Parlamento europeo. Uno dei primi compiti della neoeletta camera sarà quello di esprimersi, attraverso voto a maggioranza, sul nome del/la prossimo/a Presidente della Commissione europea, presentatogli dal Consiglio europeo (articolo 17.7 TUE). Per facilitare la scelta, si è creato il sistema dello Spitzenkandidat. I candidati-guida sono coloro che i gruppi politici europei indicano agli elettori come loro testa di lista, nel caso escano vincitori dalle elezioni, come Presidente della Commissione europea. Non tutti i gruppi sono favorevoli a questo sistema, ritenuto inefficace; per esempio, Identity & Democracy e ECR hanno deciso di non scegliere il proprio Spitzenkandidat.
Partito Verde Europeo
Il primo gruppo a tenere il Congresso è stato il Partito Verde Europeo (2-4 febbraio a Lione). Per il gruppo, gli Spitzenkandidaten saranno 2: la tedesca Terry Reintke e l’olandese Bas Eickhout. Reintke, 36 anni, è già Copresidente del gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo insieme a Philippe Lamberts, mentre il quarantasettenne Eickhout è Vicepresidente del gruppo e della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare al Parlamento europeo, di cui è membro dal 2009.
Gruppo della Sinistra Europea
I secondi arrivati sono i rappresentanti del Partito della Sinistra Europea, che hanno tenuto il loro Congresso a Lubiana, tra il 23 e il 24 febbraio. La scelta è ricaduta sull’austriaco Walter Baier. Baier, 70 anni, proveniente dal Partito comunista austriaco, è Presidente del gruppo dal dicembre 2022 ma fino ad allora aveva poca esperienza nella politica europea.
PSE
Il 2 marzo, a Roma, si è poi tenuto il Congresso del Partito Socialista Europeo, dove è stato presentato un unico nome, già scelto in precedenza come candidato comune: Nicolas Schmit. Politico lussemburghese di lungo corso, Schmit ha iniziato la sua carriera come addetto all’ufficio del Primo Ministro in Lussemburgo. Nel 2004 è stato nominato Ministro delegato per gli affari esteri e l’immigrazione, poi del lavoro. Dal 2019 è Commissario europeo per il lavoro, succedendo proprio a Ursula von der Leyen. Se ne attendono ora le dimissioni per concentrarsi sulla campagna elettorale.
PPE
Senz’altro il Congresso più atteso, essendo il gruppo di maggioranza uscente. Si è tenuto tra il 6 e il 7 marzo a Bucarest. Il gruppo ha confermato la candidatura per il secondo mandato di Ursula von der Leyen, con l’82% dei voti. Queste elezioni, in realtà, saranno le prime nelle quali VDL correrà come Spitzen: nel 2019 il candidato di testa dell’EPP era Manfred Weber, il nome dell’attuale Presidente era emerso solo successivamente, in seguito alle trattative interne al Parlamento europeo. Il gruppo non è arrivato compatto alla nomina di von der Leyen, che ha subito critiche dal partito francese “Les republicains”, che l’ha accusata di rappresentare la “deriva tecnocratica” dell’Unione europea, e da alcuni rappresentanti sloveni.
Renew Europe
Renew Europe, il gruppo di centro del Parlamento europeo, ha deciso di optare per una campagna elettorale divisa tra le tre famiglie politiche (il Partito Democratico Europeo, il Partito dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa e i francesi di Renaissance), ma sotto l’unico cappello della piattaforma Renew Europe Now. Ogni gruppo ha già scelto il suo Spitzen. Per Renaissance, il 1 marzo è stata annunciata la francese Valerie Hayer, già Capogruppo di Renew al PE. Hayer, all’interno del Parlamento, è coordinatrice per Renew della Commissione per i bilanci. Per il PDE, l’8 marzo è stato scelto Sandro Gozi, Segretario Generale del gruppo. L’ALDE ha tenuto il suo Congresso a Bruxelles tra il 20 e il 21 marzo, la nomina è andata alla tedesca Marie-Agnes Strack-Zimmermann. Esperta di difesa, è una forte sostenitrice dell’aiuto militare a Kyiv. Un portavoce di Renew ha dichiarato che potrebbe essere proprio Strack-Zimmermann a essere scelta come candidata principale dei tre, e che probabilmente rappresenterà Renew Europe nei dibattiti elettorali e guiderà la lotta nei comizi elettorali.
E ora?
Queste elezioni determineranno i nuovi pesi politici all’interno dell’emiciclo. Gli scenari possibili sono vari, e la maggior parte dei gruppi non si è ancora esposta. La prima possibilità è che Ursula von der Leyen cerchi di nuovo l’appoggio della “Maggioranza Ursula”, ossia con i partiti EPP, S&D, Renew e Greens. Si tratta della maggioranza uscente, ma non è detto che gli altri partiti accettino facilmente di appoggiare la spitzenkandidat EPP, senza trattare. Un’altra opzione è quella della große Koalition, una coalizione molto ampia che vada da S&D a ECR, con von der Leyen Presidente. Un terzo scenario vede una situazione molto simile a quello del 2019; in questo caso, anche per queste elezioni verrebbe meno il sistema degli spitzenkandidaten verrebbe meno, ma potrebbe risultare essenziale per mantenere la maggioranza precedente. Sicuramente, sarà essenziale rifarsi ai risultati del voto per capire come potranno evolvere le alleanze tra gruppi.

