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27/06/2026
America Latina, Geopolitica, Relazioni Internazionali

Il rinnovato interesse della cooperazione europea verso l’America latina

di Lorenzo Tordelli

Nel pieno di una fase internazionale segnata da guerre, tensioni commerciali e nuove competizioni geopolitiche, l’America Latina torna al centro delle strategie globali. Un continente spesso considerato periferico rispetto ai grandi dossier internazionali si sta invece rivelando una delle aree più promettenti del pianeta: relativamente stabile rispetto ad altri scenari, ricco di risorse naturali strategiche e con ampi margini di crescita economica.

Nel pieno di una fase internazionale segnata da guerre, tensioni commerciali e nuove competizioni geopolitiche, l’America Latina torna al centro delle strategie globali. Un continente spesso considerato periferico rispetto ai grandi dossier internazionali si sta invece rivelando una delle aree più promettenti del pianeta: relativamente stabile rispetto ad altri scenari, ricco di risorse naturali strategiche e con ampi margini di crescita economica.

In questo contesto si muove con decisione anche l’Unione europea, che punta a rafforzare la cooperazione con i Paesi latinoamericani trasformandola da semplice strumento di assistenza a leva per attrarre investimenti, creare partnership industriali e consolidare la presenza europea nella regione. L’obiettivo è chiaro: costruire un asse tra due continenti che condividono radici culturali, modelli istituzionali e interessi economici comuni, in un momento in cui altri grandi attori globali – dagli Stati Uniti alla Cina – stanno intensificando la loro presenza nell’area.

La risposta europea prende il nome di Global Gateway, il grande piano lanciato da Bruxelles per mobilitare fino a 400 miliardi di euro entro il 2027 in infrastrutture, transizione energetica, digitale, logistica, salute e sviluppo umano. Non solo finanziamenti, dunque, ma un nuovo modello di cooperazione fondato su trasparenza, sostenibilità e regole condivise.  La strategia europea del Global Gateway nasce precisamente con questo obiettivo: rafforzare il posizionamento europeo nei mercati emergenti attraverso un’integrazione sempre più stretta tra diplomazia, cooperazione allo sviluppo, finanza internazionale e investimenti privati. Non si tratta più soltanto di programmi di assistenza tecnica o di sostegno sociale, ma di una vera architettura di proiezione economica esterna dell’Europa.

In un contesto globale segnato dalla crescente assertività cinese, dalla competizione americana sulle catene del valore e dalla ridefinizione degli equilibri energetici internazionali, l’Europa ha compreso che la cooperazione internazionale rappresenta anche uno strumento di sicurezza economica. Attraverso il Global Gateway, Bruxelles punta infatti a consolidare filiere produttive affidabili, promuovere standard industriali e accompagnare l’internazionalizzazione delle imprese europee in settori strategici.

Su questa linea si è mosso anche il Governo italiano. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha più volte indicato la necessità di trasformare la politica estera in una vera “diplomazia della crescita”: usare cioè la rete internazionale dell’Italia per aprire mercati, sostenere le imprese e rafforzare la proiezione economica del Paese.  Questa strategia ha trovato nell’America Latina e nei Caraibi uno spazio di applicazione particolarmente rilevante, attraverso un’intensa agenda di iniziative politiche, economiche e istituzionali. Le visite del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, le missioni dello stesso Ministro Tajani e la presenza capillare nella regione assicurata dai suoi Sottosegretari, in primis l’on. Maria Tripodi, con specifica delega per l’area, hanno contribuito a rafforzare il dialogo con i Paesi latinoamericani, sostenendo al tempo stesso la proiezione internazionale del sistema Italia e le opportunità di collaborazione economica.

In questo quadro ha assunto un ruolo sempre più strategico l’IILA, organizzazione internazionale composta dal Governo italiano e da 20 Paesi latinoamericani, con sede a Roma. Negli ultimi anni l’Organizzazione è diventata uno dei principali strumenti operativi dell’Italia nella cooperazione europea verso l’America Latina. Dal 2019 è infatti accreditata come organismo delegato della Commissione europea, condizione che consente di partecipare direttamente ai programmi strategici riservati agli enti selezionati da Bruxelles. 

I numeri mostrano una crescita significativa e costante ed IILA è oggi un attore concreto e riconosciuto nella nuova architettura della cooperazione europea. 

L’organizzazione, in ambito europeo, opera su due fronti complementari: da un lato giustizia, sicurezza e stato di diritto; dall’altro sviluppo economico, investimenti, filiere agroalimentari, transizione verde e digitale, materie prime critiche. In sostanza, lavora per creare un ambiente legalmente orientato e condizioni favorevoli alla presenza delle imprese europee e italiane nella regione. 

Non è un caso, dunque, che la nuova direzione sia stata affidata a Giorgio Silli, già sottosegretario agli Esteri dell’attuale Governo e che il Sottosegretario Massimo dell’Utri sia stato designato come delegato del Governo Italiano presso l’Organizzazione.  Una scelta che conferma la volontà di rafforzare il legame tra la strategia internazionale dell’Italia e uno strumento considerato sempre più centrale per il rapporto con l’America Latina.

Il primo segnale del nuovo corso si è visto lo scorso aprile a Prato, dove IILA, insieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ICE Agenzia, ha organizzato, in occasione dei suoi 60 anni di attività, un evento dal titolo Italia e America Latina: il tempo della svolta. Mercati, Mercosur e nuova centralità strategica. L’iniziativa si è concentrata sulle opportunità economiche tra i due continenti sul recente accordo Mercosur-UE che apre nuove prospettive volte a favorire la crescita e lo sviluppo di entrambe le regioni.

L’evento ha visto la partecipazione di diverse autorità latinoamericane, imprese, istituzioni economiche e operatori del commercio estero. I lavori sono stati conclusi dal Ministro Antonio Tajani insieme al Commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič in videocollegamento. 

In un mondo instabile, l’America Latina rappresenta per l’Europa una frontiera di opportunità. Per l’Italia, può diventare una leva concreta di crescita economica, influenza geopolitica e nuova centralità internazionale.

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